Cannabis legale: domenica in
Svizzera si vota. Un referendum popolare sancirà se, nel Paese del
cioccolato, anche la marijuana potrà essere liberamente acquistata,
coltivata (per uso personale) e consumata. I promotori hanno raccolto
centomila firme, i detrattori sono preoccupati dal rischio che nel Paese
- che diverrebbe un'isola di depenalizzazione al centro dell'UE - si
riversi un'ondata di "fumatori" dai paesi vicini, Italia in primis.
Il risultato della consultazione non è scontato. Anche perché, per
modificare la Costituzione, è necessario non soltanto il 51% dei
consensi, ma anche il sì della maggior parte dei cantoni. A favore del
provvedimento sarebbero le grandi città, mentre sarebbero le zone rurali
a vedere come "fumo negli occhi", la proposta di iniziativa popolare
intitolata "per una politica della canapa che sia ragionevole e che
protegga efficacemente i giovani". Sergio Savoia, presidente dei Verdi
ticinesi, ha precisato al "Corriere della Sera", che se il referendum
dovesse passare "taglierebbe le gambe al mercato nero, dato che la
vendita della cannabis sarebbe gestita dallo Stato. Come già avviene per
altre 'droghe legali': tabacco, alcol...". Se Verdi, Socialisti, Partito
Liberale Radicale e alcuni membri dei Popolari Democratici appoggiano
l'iniziativa, decisamente critici sono Udc e Partito Evangelico.
Preoccupazione, in particolare, nel Canton Ticino, dove si teme che -
una volta convertita la modifica costituzionale in legge - si potrebbe
riversare dall'Italia una massa di frontalieri della marijuana in cerca
di "canne facili" oltreconfine.