L'ex deputato di Rifondazione Comunista
ha ammesso di aver dato una mano al blogger anti-Casta ma
c'è chi dice: altro che ex precario della camera l'autore
della denuncia web è lui
MILANO
- Ore 14.21. Francesco Caruso gira voce che «Spider Truman»
sia lei, conferma? «Io?». Pausa. Lunga pausa. «No, non sono
io. In questo momento sono in Spagna e ammetto di non
saperne molto di questa cosa». Però c’è un blogger che
l'avrebbe smascherata. Ha fatto tutto un giro sulla sua
casella di posta e alla fine dice di essere risalito al suo
profilo Facebook. Ancora una pausa. «Ah sì? Mah, guardi, io
in realtà non c’entro nulla. Se vuole ci vediamo e ne
parliamo a Genova, in occasione della commemorazione per i
fatti del G8».
PRIMA CHIAMATA - Clic. La telefonata finisce così. Sul web,
intanto, le voci si fanno sempre più insistenti. Francesco
Caruso, «no global», ex parlamentare di Rifondazione
comunista, compirà 37 anni il prossimo mese e con lo «Spider
Truman» intervistato da questo giornale condivide l’età, le
origini meridionali e la presenza nel capoluogo ligure
questo fine settimana. E allora insistiamo ancora. Ore
15.50. Francesco, lo ammetta, è lei «Spider Truman».
Sospiro. «Io questo qui in effetti lo conosco, ci siamo
incontrati la prima volta a Montecitorio, è un disgraziato».
Ma prima ha detto di non saperne nulla. «Eh sì, ma non
potevo dirglielo perché non l’avevo chiesto ancora a lui se
potevo rendere nota la nostra amicizia». Quindi «Spider
Truman» non è lei, ma uno che conosce. «Sì, sì. È un
disgraziato, lo ripeto. Uno che non conosce bene le
tecnologie e non è molto alfabetizzato». Però scusi,
Francesco, le frasi scritte su Facebook sono abbastanza
dotte per uno che tu considera poco alfabetizzato. «Eh, ma
infatti io gli ho dato una mano a tirare su tutta 'sta
roba». Ah, quindi c’entra anche lei in questa cosa. «Sì, sì.
È che lui non è bravo con Internet e allora gli ho dato una
mano». Francesco, insistiamo, «Spider Truman» sembra essere
proprio lei. Dall’altra parte c’è il silenzio. Lungo, almeno
una quindicina di secondi. Poi un altro sospiro. «Senta,
facciamo così: mi chiami per le 17.30». Clic.
MEZZA AMMISSIONE - Ore 17.32: il cellulare dell’ex
parlamentare risulta spento. Ore 17.38: ancora spento. Ore
17.49: il telefonino dà segnale occupato. Ore 17.50: la voce
di una compagnia italiana avverte che il numero non è
raggiungibile. Ore 18.02: cellulare ancora spento. Ore
18.11: il cellulare squilla. Pronto, Francesco, finalmente
raggiungibile. «Eh sì, mi dica». Allora possiamo
confermarlo: «Spider Truman» è lei. «Eh, ma… Senta io ho
solo scritto i post sul blog e su Facebook». Quindi è lei.
Quindi non è vero che si tratta di un precario che ha
lavorato per quindici anni a Montecitorio e che poi è stato
cacciato. «Eh…». Clic. Qui il segnale s’interrompe. Il
cellulare è spento. Fino alle 19.15. Quando Caruso, tornato
in Italia nel giro di un’ora, promette di farci parlare in
serata con il vero «Spider Truman». Intanto alle accuse del
blogger «anti casta» ha replicato Nunzia De Girolamo, la
parlamentare 35enne del Popolo della Libertà. «Caro Spider
Truman, ti scrivo mettendoci la "faccia", come tutte le
persone che stanno commentando i tuoi “segreti”», esordisce
in una lunga lettera al Corriere della Sera. «Io pago le
multe, non ho auto blu e ho acquistato la mia autovettura
usata senza sconti». E ancora: «La mia famiglia e i miei
amici non hanno mai beneficiato di alcun privilegio, non
hanno fatto viaggi gratis né altro. Non ho mai denunciato la
perdita di alcunché, sebbene mi sia capitato di smarrire
qualcosa». «C’è sicuramente chi abusa del suo ruolo politico
o istituzionale», ammette la parlamentare pdl, «ma
fortunatamente ci sono tantissime persone perbene che fanno
politica per passione e, consentimi la presunzione, tra
questi mi ci metto anch’io».
Condivido
pienamente quanto scrive Arianna Ciccone: le rivelazioni finora
rilevate da SpiderTruman sono decisamente modeste, scarse, quasi
insignificanti. Cos'ha rivelato in fondo, che già non si sapeva?
E se proprio avesse voluto combattere la casta, perchè non
inviare il tutto a Wikileaks? Il suo anonimato sarebbe
stato garantito molto più che su Facebook. O forse non l'ha
fatto perchè sapeva bene che Wikileaks verifica
scrupolosamente prima di divulgare? Ma a parte questo, è il modo di agire di questo Neo-Assange che
non convince. Ma meglio di me ve lo dice Arianna Ciccone.
Leggete il seguito e capirete.
Roberto Molinari
Arianna
Ciccone.
"Premessa: sto seguendo questa storia perché quella pagina fan
che in due giorni arriva a oltre 100mila iscritti non mi
convince per niente, anzi. E se avrete la pazienza di seguirmi
vi spiegherò perchè.
1) Quella pagina creata da un sedicente precario della Casta
(leggi ex portaborse di un onorevole) promette di rivelare i
segreti dell'odiata classe politica, ormai semplicemente detta
appunto casta. Non paragonatelo ad Assange perché questa sarebbe
una vera e propria eresia.
2) Perché lo fa? Perché ne sente l'urgenza morale? Il disgusto è
arrivato a un punto che proprio non ne può più? No, perché è
stato licenziato dopo 15 anni di precariato. Lo dice lui stesso
nelle info della pagina. Quindi non è per informare e rendere
participi i cittadini, ma per una sorta di spirito di vendetta.
E lo fa proteggendosi con l'anonimato. Il dubbio viene. Hai
cercato di essere assorbito dal sistema marcio che ora denunci,
non sei stato assunto e quindi hai deciso di rivelare sprechi e
vergogne della casta. Ma se allora ti avessero assunto, questa
pagina non sarebbe mai stata creata?
3) In 15 anni se volevi "sputtanare" la casta avresti anche
potuto farlo sempre nascondendoti dietro anonimato. Quindi
diciamolo ancora una volta: non è una questione morale che ti
spinge a rivelare questi segreti. E questo insieme all'anonimato
ti rende ai miei occhi poco attendibile e poco credibile.
4) Quali sono questi segreti? Non si sa. Promette a circa
100mila iscritti di rivelare documenti. Ma i documenti per ora
non ci sono. Una foto di un accordo con la Tim. E allora? La Tim
può tranquillamente decidere il suo tariffario in base alla
clientela. Dov'è lo scandalo?
5) Intorno a questa pagina si convoglia (come era purtroppo
prevedibile) l'indignazione e la rabbia dei cittadini, che presi
dal furore però non si rendono conto che le note che posta il
precario furioso (sì lui che si dichiara inesperto della Rete
usa le note, tecnica arcinota per far crescere contatti e fan)
dicono, svelano "non segreti", ma roba che possiamo leggere nel
libro di Stella e Rizzo o in questi articoli (del 2006!!!) di
Repubblica. Documenti, prove originali, di prima mano? Niente. E
in 15 anni di precariato non hai messo da parte nemmeno un
documento? Possibile? Intanto invece di postare documenti
segreti il precario vendicativo continua a chiedere agli
iscritti di far girare il suo account twitter...
6) A proposito del precario inesperto di Rete. I primi passi di
SpiderTruman (così si chiama il suo account su twitter) seguono
quasi il copione della spy story. La tecnica dei thriller, delle
trame cospirative, ma anche del sequel televisivo. Il linguaggio
è quello (anche se condito da notevoli errori di ortografia).
Quasi subito avverte i suoi fan: è arrivato un messaggio da
facebook, forse vogliono farmi chiudere (aè, scatena lo spirito
di gruppo, strategia fantastica: la tribù è chiamata a
proteggere il suo eroe). Allora per proteggersi da una eventuale
chiusura da parte di Facebook, il nostro inesperto che fa? Tira
fuori un blog in meno di 15 minuti. E subito dopo apre un
account twitter che terrà come lui stesso dice "dormiente" (uh,
che linguaggio specifico per un inesperto. Intanto si registrano
oltre 2000 followers in pochissime ore per zero, dico zero,
tweet).
7) A un certo punto su facebook inizia a girare l'evento:
SpiderTruman, dove il fatidico "popolo del web" si scatena come
può tra forconi e bruciamoli tutti. Chi lo ha creato? Pino
Paolotti (che stranamente poco dopo la pubblicazione di questo
articolo ha rimosso il suo account su facebook). Un account
chiuso con due soli amici su facebook. E un libro segnalato "I
misteri..." linkato, credo in automatico, su anobii. Clicco e
anobii mi fa presente che a possedere quel libro è un solo
account. Goglio52001. Ma che bella libreria, che bei titoli.
Dategli un'occhiata.
8) Non so sinceramente chi ci sia dietro quella pagina. In molti
commentano: e allora? L'importante è che denuncia, che ci faccia
sapere... Ed è proprio qui il punto più critico della questione.
Cosa stiamo sapendo che già non sapevamo? Davvero non ci
rendiamo conto del pericolo che corriamo dando forza a pagine
costruite in questo modo? Liberiamo gli anticorpi, perché la
deriva dell'antipolitica sarà una sconfitta per tutti noi. Non
si esce da quello che stiamo vivendo in questo Paese con la bava
alla bocca. Dobbiamo avere fiducia nella democrazia. Non
dovremmo permettere a nessuno di strumentalizzare (anche non
volendo) la nostra rabbia, la nostra sacrosanta indignazione.
Stiamo attenti e respingiamo tentativi come questi. Io di questa
pagina e di chi l'ha creata proprio non mi fido.
p.s. Il primo in assoluto a dare la notizia della pagina quando
era solo a 15 fan è stato Ciro Pellegrino per Linkiesta.
Ovviamente tutta la stampa tutta, tutta, tutta ha dato la
notizia della pagina e dei suoi fan. Ma come? Qui una
riflessione interessante, a mio parere, di Fabio Chiusi.
Aggiornamento: e intanto sul blog è arrivata la pubblicità
adsense di google. questo l'id della campagna
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guadagnando?"