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Dopo Barbareschi ci si mette
anche la
Carlucci
Vogliono chiudere la Rete
Fonte:punto
informatico
A distanza di qualche settimana da quando hanno iniziato a circolare le
prime indiscrezioni sulla nuova iniziativa di legge promossa dall'On.
Carlucci, (foto a sinistra), quest'ultima ha, finalmente, deciso di rispondere alle
critiche mossele e, soprattutto, di pubblicare la propria proposta.
Prima di passare all'esame dell'articolato, tuttavia, credo siano
necessarie un paio di considerazioni sulla replica dell'On. Carlucci
alle critiche ricevute in relazione alla propria iniziativa legislativa.
L'Onorevole, in un post sul proprio blog e in una lettera aperta
indirizzata a Webnews scrive, in buona sostanza, che la sua proposta di
legge avrebbe come obiettivo quello di arrestare il drammatico fenomeno
della pedofilia online e che quindi, in nome della tutela dei bambini,
anche le misure "eccezionali" che si suggerisce di adottare
risulterebbero giustificate.
La proposta di legge sarebbe semmai antipirateria ma certamente non
antipedofilia. Il disegno di legge non sembra avere niente a che vedere
con la repressione della pedopornografia in relazione alla quale,
peraltro, esistono già eccellenti strumenti tecnico-normativi e
magistrati e forze dell'Ordine stanno lavorando tanto e bene. Basta
scorrere il testo dell'articolato o, piuttosto, leggere la relazione
alla proposta di legge per rendersene conto! Se ciò non bastasse, si può
sempre guardare nelle proprietà del file pubblicato sul sito di
Carlucci
per scoprire che il suo autore sarebbe un tal Davide Rossi, che si
qualifica come della tal società Univideo che, francamente, è più facile
immaginare dietro ad un'iniziativa legislativa antipirateria che non
antipedofilia.
Non si può non rimaner male dinanzi ad un'iniziativa
repressiva del fenomeno Internet tout court che viene presentata come
volta a salvaguardare interessi che fanno vibrare le corde più sensibili
dell'anima di ciascuno di noi.
E veniamo ora al testo della proposta. "Internet territorio della
libertà, dei diritti e dei doveri", è questo il titolo del nuovo disegno
di legge che dà corpo all'ultima di un'interminabile serie di iniziative
legislative che mostrano quanto poco il nostro legislatore conosca la
Rete e quanto, tuttavia, sia preoccupato di far in modo che lo spazio
telematico formi oggetto di un controllo assoluto di orwelliana memoria
affidato alle tradizionali dinamiche che, negli anni, hanno reso il
mondo dei media anziché uno spazio di libertà e democrazia uno strumento
asservito al potere di pochi. Internet non è la stampa né la televisione
né è auspicabile che venga trasformata a colpi di leggi in qualcosa di
simile.
Ma andiamo con ordine e leggiamo il testo del disegno di legge
Carlucci
il cui contenuto delude lo spirito "romantico" che sembra averne
ispirato il titolo. All'art. 1, come si conviene ad una legge ben
scritta, ci si preoccupa di definirne l'ambito di applicazione: "la
presente legge si applica a tutte le attività di accesso alla Rete
internet effettuate a partire da - e per il tramite di - apparati
informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio della
Repubblica italiana". Un paio di dubbi: che significa "attività di
accesso alla Rete internet" e, soprattutto, come si fa a pretendere di
veder disciplinata dalla legge italiana ogni attività telematica posta
in essere anche solo "per il tramite" di infrastrutture situate nel
nostro Paese?
Mi sembra inutile, in questa sede, soffermarmi più a lungo a ricordare
all'On. Carlucci che all'attuazione di tale principio osta il diritto
europeo nonché trattati e convenzioni internazionali stratificatisi
nell'arco degli ultimi decenni. Un po' di conoscenza in più delle
dinamiche di circolazione dei contenuti per via telematica e di diritto
internazionale, forse, sarebbe stata utile a conferire alla norma
maggior credibilità ed attuabilità. Così, quale che sia il contenuto
delle disposizioni che seguono, è difficile ipotizzare che Unione
Europea e Stati stranieri resterebbero a guardare e lascerebbero,
magari, che una comunicazione telematica solo perché veicolata
attraverso infrastrutture italiane resti assoggettata alla nostra
piccola, piccola leggina.
Ma il bello deve ancora venire. Leggiamo il primo comma dell'art. 2,
"cuore pulsante" del DDL
Carlucci: "È fatto divieto di effettuare o
agevolare l'immissione nella Rete di contenuti in qualsiasi forma
(testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche
dati) in maniera anonima". Ho già scritto altre volte - non senza
raccogliere più critiche che elogi - che, probabilmente, lo stato di
maturità della Rete è tale da rendere necessario, proprio a tutela delle
libertà fondamentali, immaginare l'adozione di forme di "anonimato
protetto" in ambito telematico. Tuttavia l'idea dell'On.
Carlucci -
anche prescindendo dall'inintellegibilità delle tipologie di contenuti
raccolte tra parentesi - è illegittima, inattuabile e non auspicabile.
Illegittima perché lo Stato non può esigere che i cittadini agiscano
nello spazio telematico facendosi riconoscere se non pone, prima, a loro
disposizione sistemi ed infrastrutture idonee a garantire loro tale
possibilità. Inattuabile perché, allo stato, scrivere in calce ad un
post su un blog un nome e cognome non significa aver adempiuto al
precetto normativo caro all'On. Carlucci. Non auspicabile perché non si
può esigere che un cittadino debba farsi identificare ogni volta che
accede ad un forum di discussione, ad una chat o su un'altra qualsiasi
piattaforma telematica.
Se l'estensore del DDL Carlucci avesse sfogliato la disciplina sulla
privacy, chiesto un parere all'ufficio del Garante o letto uno qualsiasi
delle centinaia di articoli con i quali la dottrina italiana ha,
reiteratamente, richiamato l'attenzione sul rischio della costituzione
in Rete di uno spazio di controllo assoluto di orwelliana memoria,
forse, avrebbe scritto diversamente questa previsione.
E veniamo al secondo comma dell'art. 2.
"I soggetti che, anche in concorso con altri operatori non presenti sul
territorio italiano, ovvero non identificati o identificabili, rendano
possibili i comportamenti di cui al comma 1 sono da ritenersi
responsabili - in solido con coloro che hanno effettuato le
pubblicazioni anonime - di ogni e qualsiasi reato, danno o violazione
amministrativa cagionati ai danni di terzi o dello Stato".
Ce n'è
abbastanza per riscrivere il mio "Il processo alla Rete" ma mi limiterò
ad un paio di osservazioni:
(a) se la disciplina proposta dall'On.
Carlucci dovesse divenire legge,
domani (o comunque 90 giorni dopo l'entrata in vigore della legge) gli
Internet service provider, le grandi piattaforme UGC (Google, YouTube,
MySpace, Facebook) e centinaia di altre piattaforme che animano la Rete
nel nostro Paese dovrebbero cessare immediatamente la propria attività
al fine di sottrarsi a sicure responsabilità;
(b) devo aver letto da qualche parte - Direttiva UE 31/2000 e D.Lgs.
70/2003 - un principio secondo il quale gli intermediari della
comunicazione non hanno alcun obbligo di sorveglianza né possono essere
ritenuti responsabili - al ricorrere di determinate condizioni - dei
contenuti immessi in Rete dai propri utenti. Sarebbe forse stato
opportuno che l'On. Carlucci sfogliasse rapidamente tali provvedimenti
legislativi allo stato in vigore nel nostro Paese.
La signora Carlucci "rappresenta" gia' molto bene e
"difende" altrettanto bene le istituzioni dell'Italia dei nostri giorni:
la foto di questo forum ne da' ampia dimostrazione! Continui a "svelinare"
in luoghi ed argomenti a Lei piu' consoni: party, salotti
dell'imperatore o di chicchessia. Se continua a cimentarsi in materie
troppo complicate rischia di deturpare la sua immagine!
Come fa una persona cosi' tecnoignorante a proporre leggi di questo
calibro che richiedono grandissime competenze.... che tristezza....
il bello è che li paghiamo pure!!
e cmq per sua natura internet non può essere kiusa...
Questo è solo uno dei tanti esempi di leggi ad personam che attuano le
persone dello spettacolo nei partiti
considerando poi ci sono pure come ministri hanno praticamente campo
libero.
Ognuno si fa la sua come ad esempio i tanti imprenditori edili al
parlamento e senato faranno a breve una proposta di cementificazione
selvaggia che in varie aree a rischio idrogeologico si tornerà alle
catastrofi di cinquant'anni fa,
del resto a loro non gli importa niente basta guadagnarci sopra
Credo che gli italiani avranno modo con calma di gustarsi che dittatura
hanno mai creato
picard12 09 mar, 18.52
io ho inviato questo messaggio al blog
a questo
indirizzo:
http://www.gabriellacarlucci.it/2009/02/25/pedofil.../
Gentilissima ON. Carlucci,
le scrivo in merito alla sua proposta di legge per avere dei
chiarimenti.
Primo fra tutti, come fa a dire che in rete vige l'anonimato?
Ha rudimenti del protocollo TCP/IP?
Sa cosa comporta l'uso di un IP?
Sa cos'è un MAC address? Le ricordo che non è un sistema operativo della
Apple.
Chi è il signor Davide Rossi?
Quali mezzi vengono ora utilizzati contro la pedo-pornofilia?
Se chi ha adescato dei bambini in chat usando dati falsi, come è stato
rintracciato se "nella rete" siamo tutti anonimi?
Non riesco a capire questo punto.
Non crede che le aiuterebbe molto un pò più di cultura informatica in
modo da acquisirne almeno le basi, per poi formulare "autonomamente" una
proposta di legge che sia sinceramente fatta per lo scopo con la quale
viene candidamente pubblicizzata?
Inoltre mi pare che questa legge sia utile più al signor D. Rossi che a
sconfiggere la pedofilia!
Ci spieghi come sono stati individuati i casi da lei citati, sempre se
ne è a conoscenza.
Perchè non rende edotti i cittadini italiani cosa centrano il diritto
d'autore e la siae citati nel articolo 2 e articolo 3 con la
pedopornofilia?
Immagino che vogliate cogliere i pedofili e soci nella violazione del
diritto d'autore e del mancato pagamento dei diritti alla siae!
Ha idea di quali conseguenze per la tutela dei dati e della privacy
delle persone che abitualmente navigano in internet, se con la sua
proposta di legge non si potrà avere una maschera di un pseudonimo per
proteggere se stessi ed i propri dati personali?
Quali strumenti ha individuato per evitare un aumento di truffe,
phishing come conseguenza della sua legge?
Che strumenti potremmo mai avere noi cittadini onesti per proteggere i
propri dati personali?
La cosa che più mi rattrista è vedere come una persona come lei, cosi in
vista utilizzi la scusante della pedofilia per fare altro.
Nella sua proposta di legge non vi è nessun cenno a quello che potrebbe
riguardare la prevenzione, magari fatta nelle scuole, con corsi
specifici.
Se avesse già fatto qualcosa in merito renda partecipe tutti i cittadini
italiani sulle sue molteplici iniziative volte alla formazione di
bambini e genitori sui pericoli della rete in modo che possano imparare
a difendersi anche da soli.
Per ora con le domande mi fermo, anche se ne avrei molte altre.
In attesa di una sua cortese risposta le porgo
Distinti Saluti
vediamo cosa risponde se mai lo farà?
Nathaniel Hornblower1 risp. 09 mar, 19.34
Da altre parti sarebbe successo... uno scandalo.
L'onorevole che fa un disegno di legge facendosi aiutare da una società
privata palesemente di parte. Invece ecco quali sono le testate che
hanno scritto un articolo:
La Repubblica (l'unica tra le principali testate, anche se è un po'
nascosto)
Techblogs.it
Liquida Magazine
oneWeb 2.0
MyTech
Giornalettismo
Tom's Hardware Guide
Punto Informatico
Che vergogna.
Spot2 risp. 11 mar, 19.16
Sparito intero post
Mi sa che la Carlucci e' passata in redazione. Qua sopra e' sparita roba
tranquillissima dopotutto rispetto al fatto che loro ci stanno fregando
le liberta' civili e noi ci limitiamo a chiacchierare.
Ma appunto loro ci stanno fregando le liberta' civili e PI li aiuta a
quanto vedo. Critica si' ma al guinzaglio, giusto per dare una parvenza
di democrazia.
Vabbuo' questo post durera' poco, spero che prima che l'impagabile
Redazione lo veda almeno una persona lo legga. Di sicuro lo legge
quello/i della Redazione, beh ragazzi che dire spero che almeno vi
mollino qualche megaconsulenza governativa o inserzioni pubblicitarie. A
fare delle ingiustizie visto che si va all'inferno bisogna pure
guadagnarci no???
Piccolo tocco poetico
Prima vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubavano
Poi vennero a prendere gli ebrei e TACQUI perché mi erano antipatici
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché erano
fastidiosi
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non PARLAI perché non ero
comunista
Un giorno vennero a prendere me e non cera rimasto nessuno a protestare
Tante buone cose cara redazione e spero che quando porteranno via voi ci
sia ancora qualcuno a protestare.
nr: Widget 09 mar, 21.27
Vero, ho fatto anche io un giro sui siti dei principali quotidiani per
vedere cosa dicevano: a parte Repubblica, niente. Incredibile.
deathspell 09 mar, 21.15
Domandina all'onorevole
L'on.
Carlucci si preoccupa che sulla rete circolino materiali protetti
da una sorta di 'anonimato', o meglio dalla falsa rappresentazione della
propria identità.
Proposito che trovo pienamente condivisibile e proprio per questo motivo
mi chiedo come devo considerare l'on.
Carlucci che copre (seppur in modo
abbastanza puerile) la paternità del DDL attribuendosela quando in
realtà è della Univideo e del suo legale rappresentante.
Non vi sembra una violazione dei diritti d'autore essersi appropriata
dello scritto di Davide Rossi per attribuirselo come proprio?
Andreabont 09 mar, 22.27
Adesso mi dite come c..zo fate...
Ok, siete politici, l'essere ignoranti (non nel senso offensivo) in
questi campi è il vostro mestiere.... ma adesso pretendo che mi diciate
come pensate di attuare questa cosa....
1) Non esistono mezzi per l'identificazione univoca in informatica. (con
i certificati si può arrivare a una semi identificazione comunque non al
livello di una carta d'identità)
2) Internet non può funzionare con una simile infrastruttura di
controllo di identificazione, cosa fate, bloccate l'accesso a tutti
coloro che non si identificano??? Come fate a bloccarlo???
3) Il furto d'identità è dietro l'angolo, cosa pensate, i malviventi
falsificano la carta d'identità, e falsificare un certificato è
un'operazione banale per chi lo sa fare (e non serve nessuna rotativa
speciale)....
4) Se continuate così gli utenti inizieranno ad usare massivamente le
darknet, reti appositamente create per la navigazione anonima e non
tracciabile.... addio anke a quel minimo controllo che attualmente
avete.....
Vi state dando la zappa sui piedi, quella che volete fare è una vera
guerra alla privacy degli utenti, non mi interessa se è fatta contro la
pirateria o la pedofilia (cosa che anche io vorrei vedere eliminata), ma
non è accettabile un 1984 di Orwell.
risp. 10 mar, 09.18
documento word: autore Davide
Rossi - Univideo
Lollissimo!!!
Scaricatevi la proposta di legge dal sito della
Carlucci e guardate le
proprietà del file, capirete chi vuole quella legge... Eccovi le
proprietà:

ps: se ne è accorto Zambardino di Repubblica
saluti
Il consulente segreto dell’onorevole
Carlucci e il contrabbando di
parole
Tra i disegni di legge per la rete merita una particolare attenzione
quello presentato dall’onorevole Gabriella
Carlucci. Guido Scorza,
avvocato, giurista e blogger, ha fatto una scoperta singolare, anzi due:
che l’onorevole Carlucci ha un consulente segreto che con il tema
trattato nel testo non avrebbe niente in comune, e che nel disegno c’è
uno strano contrabbando terminologico. Ecco il messaggio che mi ha
mandato:
Caro Vittorio,
L’On. Carlucci, nei giorni scorsi, ha finalmente, pubblicato in Rete la
sua ultima iniziativa legislativa: una proposta di legge intitolata
“Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri”.
La notizia potrebbe finire qui con un invito a leggere il testo della
proposta ed un solo commento: dopo l’emendamento D’Alia e il ddl
Barbareschi, si tratta di un ennesimo attacco alla Rete. Ma, in questo
caso, c’è di più perché l’On. Carlucci prima di pubblicare
la proposta sul suo blog ha avvertito l’esigenza di replicare alle
critiche diffusesi in Rete all’indomani delle prime indiscrezioni sulla
proposta medesima e nel farlo ha sottolineato con forza e passione che
la propria iniziativa affonda le radici nell’esigenza di difendere i
nostri bambini dal fenomeno della pedofilia on-line.
Come non plaudire a tali buone intenzioni?
Peccato solo che leggendo il testo della proposta e la relazione di
accompagnamento non si trovi nessuna traccia della volontà di reprimere
il fenomeno della pedofilia online – in relazione al quale, per inciso,
il nostro Paese è dotato di un efficace sistema di strumenti
giuridico-operativi – ma, piuttosto, la solita preoccupazione per la
tutela degli interessi dell’industria audiovisiva contro il fenomeno
della pirateria online.
Malignità gratuite potrebbe dire qualcuno.
Niente affatto perché nel commentare la proposta di legge
Carlucci,
guardando nelle proprietà del file .doc pubblicato dall’Onorevole sul
proprio sito mi sono accorto che il documento è stato redatto
utilizzando un software intestato a Davide Rossi, Presidente della Univideo.
Foto a sinistra.
Se un’iniziativa legislativa viene presentata dall’On.
Carlucci – già
protagonista della conversione in legge del famigerato decreto Urbani
anti P2P – è scritta dal Presidente della principale associazione di
categoria dell’industria audiovisiva e ha il profumo
dell’antipirateria…è lecito almeno dubitare che la reale intenzione
fosse difendere i bambini dalla pedofilia online.
Guido Scorza
Postato Domenica, 15 Mar 2009 alle 07:25 da SIMOTRONE WEB PAGE »
Blog Archive » Proposte DOC!
produceva una proposta di legge. Di articoli riguardanti ne sono
girati parecchi.
* La Repubblica: Il consulente segreto dell’onorevole
Carlucci e il contrabbando di parole.
* webNews: Gabriella Carlucci e Davide
Rossi: è andata così
* E altri blog
Postato Giovedì, 12 Mar 2009 alle 01:17 da l’eco della stampa® - 1 |
fiordisale - che ho letto dal sempre acuto acutissimo ed attento Gilioli.
Sono andata ad approfondire qua, qua
Postato Martedì, 10 Mar 2009 alle 14:59 da ©oerenza
«Blog del circolo
online del PD “Barack Obama”
qualche malizioso ha anche scoperto che nelle proprietà del
documento condiviso il campo “autore” non è la
Carlucci
Postato Martedì, 10 Mar 2009 alle 13:10 da samdorian
Io penso che l’On Carlucci e che il sig. Rossi non capiscano minimamente
il funzionamento di internet. Con questo non sto parlando di discussioni
prettamente tecniche, ma di distribuzione di contenuti.
In questa legge si parla a vanvera e con regole imbarazzanti per un
paese civile.
Se l’industria degli audiovisivi vuole proteggere i propri contenuti che
trovi delle modalità tecniche per farlo. Ci sono brillanti menti in
Italia che potrebbero aiutarli.
Postato Martedì, 10 Mar 2009 alle 10:39 da lisco
Embè, devono pure giustificare la loro presenza in parlamento questi
esseri inutili. O no?
Postato Martedì, 10 Mar 2009 alle 09:49 da seliprendo
e ci meravigliamo di tanto? Cosa aveva detto Di Pietro non appena si era
insediato il governo del “migliore”.
Aveva detto che era stato fatto un governo debole per un presidente
forte. Detto in parole povere, i ministri di bassa levatura (vedere
carfagna.. prestigiacomo.. alfano… maroni.. e via così) che così lui li
manovra come pare e piace. Ed il gioco sta riuscendo benissimo. Ma
v’immaginate la Carlucci che definisce una legge. Ma come è possibile
pensare che una donna che ha sempre vissuto di lustri, payette.. e resto
della baracca di mediaset.. sia in grado di fare leggi? Roba da zelig!!
A da ritornà er “baffone”.. viene da dire.. ma tanto chi le prende è
sempre quel soggetto di persona.. ovvero l’onesto cittadino. Perchè per
contrastare un prepotente non bastano cento persone oneste!!
Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 23:17 da tafanus
Il nostro blog Tafanus ha pubblicato un paio di posts sull’argomento, ed
ha lanciato una raccolta di firme sull’argomento.
http://www.tafanus.it
http://www.petitiononline.com/silenzio/petition.html
Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 21:25 da uni64
Ma avete notato qualche giorno fa la notizia che l’informatica non è più
una priorità del ministero della Istruzione? Ed infatti mia moglie che
insegna in una scuola media doveva andare ad un corso per una lavagna
multimediale che hanno fornito alla scuola, ma il corso è stato
cancellato.
Non sarà che troppa Internet poi porta a votare per Obama??????
A pensare male si fa peccato…..
Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 17:55 da verdeamarelo
Uffa, dovrete mettere l´avviso che l´accesso ai blog é permesso solo ai
residenti….regolarmente schedati.
“La presente legge si applica a tutte le attività di accesso alla rete
internet effettuate a partire da - e per il tramite di - apparati
informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio della
Repubblica Italiana.”
Io ,per fortuna rimango LIBERO e continueró a sfruttare al meglio la
libertá del WWW.
Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 17:38 da 0.2 »
Gabriella Carlucci: dal
nuovo Cantagiro, alle nuove tecnologie
soubrette adesso parlamentare del PDL ha pubblicato sul suo Sito una
proposta di legge redatta da Davide Rossi, Presidente di Univideo,
l’Unione Italiana dell’Editoria Autovisiva.
Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 17:08 da gigoachef
Già, ha ragione kermit965, perché sulla homepage di Repubblica questa
notizia non ci sta? Ci state trivellando i cosidetti con gli
aggiornamenti su fatti di cronaca di settimane fa, sulla “colonna
infame” (come la chiamo io) a destra c’è il solito guazzabuglio di
celebrities, gossip, richiami sessuali ecc. ma di queste notizie ai
piani alti della pagina (tra i primi 3-4 titoli) mai niente…
Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 15:50 da catinotu
Il popolo della libertà mira solo a minare la libertà di tutti i
cittadini, anche dei loro elettori (poveri ingenui).
Non so fino a che punto avremo la libertà di esprimerci ma, dato che
qualsiasi iniziativa o proposta dell’opposizione è vista come fumo negli
occhi e non viene mai presa in nessuna considerazione, sarebbe il caso
che Franceschini & C., se hanno gli attributi per farlo, si dedicassero
alla stesura di un bel libro che raccolga tutte le leggi particolari, ad
personam, canagliesche, liberticide, etc, approvate dal primo governo
berlusconi ad oggi e che ognuna di esse, articolo per articolo, avesse
un commento in italiano chiaro e non in politichese, per spiegare gli
effetti, i beneficiari, le conseguenze prodotte e i danni causati al
Paese e a noi cittadini.
Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 15:45 da henry3000
La lobby è cosa buona, dicevi alcuni giorni fa. L’on.
Carlucci e il
signor Rossi ti hanno semplicemente presso sulla parola.
Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 14:39 da achillefer
hanno una paura fottuta che la gente si informi davvero,altro che
pedofilia o amenità simili
ecco perché tante proposte di legge
e poi ci rompono con la cina e gli stati canaglia
Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 14:02 da kermit965
La tristezza è che nessuno riesce, e sappiamo perchè non ci riesce, a
portare queste notizie sui TG nazionali il fatto è come se non
esistesse. Molta gente in Italia si informa solo tramite TG1 e TG5 e ciò
la dice lunga.
Per cortesia Zambardino, cerchi almeno di portarla sulla Home di
Repubblica chè è molto letta e di diffonderla il più possibile.
Suggerisco un titolo.
“Il DL Carlucci scritto dal presidente di Univideo”
Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 12:28 da gigoachef
Ah ah ah, che peracottari. Non commento il lato etico della vicenda, ma
questi sarebbero gli onorevoli “esperti” di informatica che dovrebbero
difendere i nostri figli dai pedofili? Se fossi il figlio della
Carlucci
sarei terrorizzato.
Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 12:22 da giorgio1948
Siamo alle solite, continuano a prenderci per fessi.Ma lo siamo
veramente, se non riusciamo a costringere l’On
Carlucci a uscire dalla
tana e almeno spiegarci l’inghippo, magari con parole sue,se ci riesce.
Un Anonimo
Illegale 09 mar, 12.43
Povera Italia...nr: ...che elementi che
abbiamo al governo !
Beh... vorrà dire che tutti quelli come il sottoscritto che non hanno
alcuna intenzione di lasciare in rete le proprie vere generalità
diventeranno dei "renegade" ricercati dalla
Carlucci
Archivio storico: ecco chi è la
Carlucci:
Gabriella Carlucci tampona un bus e va via
Roma, stava telefonando in auto e ha saltato lo stop. I passeggeri: una
vergogna, ed è onorevole Dopo la fuga ha lasciato la sua Porsche sul
marciapiede di Montecitorio E' stata multata
Gabriella Carlucci tampona un bus e va via Roma, stava telefonando in
auto e ha saltato lo stop. I passeggeri: una vergogna, ed è onorevole
ROMA - Aveva fretta, l'onorevole Gabriella
Carlucci. Ieri mattina i
colleghi l'aspettavano alla Camera per le votazioni sull' euro e lei
non voleva mancare. La macchina che guidava, del resto, le garantiva
prestazioni super: una rombante Porsche cabriolet grigia metallizzata.
Così, alle 10 in punto, quando si è trovata di fronte un jumbo-bus lungo
18 metri, in via del Tritone, non ha potuto evitare di tamponarlo. Ma
poi, invece di fermarsi per il verbale, è ripartita a razzo sulla corsia
preferenziale, inseguita a piedi dal conducente del bus, tra lo stupore
e l' indignazione di passanti e passeggeri che l' avevano riconosciuta.
Una corsa sfrenata fino a piazza del Parlamento, dove però il parcheggio
riservato ai deputati era ormai esaurito. E, anche allora, Gabriella non
si è persa d' animo: ha abbandonato la Porsche sul marciapiede e via in
aula. Giornata nera. Il vigile le ha fatto la multa per divieto di sosta
(importo: 63 mila lire, 32,54 euro). L' Atac, l' azienda del trasporto
pubblico capitolino, ha annunciato che le chiederà i danni per il bus e
le corse perse: «l' 80 Express è rimasto fermo per 55 minuti». Unica
consolazione: l' ex show girl non rischia il ritiro della patente: «Non
ci sono stati feriti», spiega la polizia stradale, «non c' è stata,
dunque, omissione di soccorso». La rabbia del conducente del bus,
Edoardo Valentini, due ore dopo l' incidente non è ancora sbollita.
«Sono stati i passeggeri a riconoscerla - racconta - io all' inizio non
ci avevo neppure fatto caso. Volevo solo i suoi dati per stendere il
rapporto. Invece è scappata addirittura contromano, col rischio di
provocare altri incidenti. Non vede? E' Gabriella
Carlucci!, mi ha detto
allora una signora. Vergogna! Un deputato-pirata, ha aggiunto
scandalizzato un altro signore». Valentini, 31 anni, da due sui mezzi
pubblici, ieri mattina alle 10 scendeva col «suo» jumbo-bus di 18 metri
lungo via del Tritone, tra piazza Barberini e largo Chigi. La
Carlucci
usciva invece da una stradina secondaria, via Zucchelli. «Andava piano,
ma parlava al telefonino, era distratta - dice l' autista -. Così, senza
rispettare lo stop, ha invaso via del Tritone e mi è venuta addosso». Il
jumbo-bus ha i segni sulla fiancata. «Non stavo parlando al telefonino -
replica la parlamentare -. Ed ero ferma allo stop. Per fortuna dietro di
me c' era un altro deputato, Franco Cardiello, di An, con la sua auto,
che può confermare». Cardiello, più tardi, confermerà. La Porsche nell'
impatto ha perso il fanalino anteriore sinistro, e anche parafango e
carrozzeria sono rovinati. «A quell' incrocio ho cominciato a immettermi
lentamente - spiega la Carlucci -
quando l' autobus, che veniva da
sinistra ad alta velocità, ha sfiorato il muso della mia vettura. Sono
scesa per controllare, non era accaduto nulla e perciò sono ripartita.
Avevo fretta. Alla Camera c'erano le votazioni». Ultima stoccata, con
tono seccato: «E poi io non ho colpe neanche per la multa in piazza del
Parlamento: spetta ai custodi della Camera controllare le auto, è un
problema loro».
«Balle - replica il conducente - .
Io non correvo
affatto. E quando mi sono fermato per scrivere il rapporto lei non è
scesa. E' rimasta in macchina col finestrino mezzo chiuso e mi ha
gridato: cosa vuoi? Non ti sei fatto niente! Poi è ripartita a gran
velocità dopo una breve retromarcia, mentre pedoni e passeggeri si
scansavano per non essere investiti. Mi ha colpito molto la sua
prepotenza. E l' assoluto disinteresse per aver danneggiato una Porsche.
Capite? Io ho una Micra e ci sto attentissimo...».
Fabrizio Caccia
LA
PROTAGONISTA «Non è vero nulla, mi dipingono sempre come cattiva» «Io
non sono cattiva, sono gli altri che mi dipingono così». Il problema di
Gabriella Carlucci è tutto lì, nella sindrome da Jessica Rabbit. Ieri
mattina è incorsa nell' ennesimo equivoco tra l'essere e l'apparire.
In via del Tritone, in Porsche, proprio dove anni fa fu protagonista di
un memorabile inseguimento notturno, lei sempre in Porsche, il fidanzato
in Jaguar. Ieri avrebbe potuto dire mi dispiace, ho sbagliato. Ma
proprio non ce l' ha fatta. Spiegherà invece: «Non è vero niente», come
altre volte, quando Novella 2000 la fotografò in sella a una
motocicletta senza casco, «ma stavo solo preparando la sigla del mio
programma», come quando di lei si disse che Cirino Pomicino la
raccomandava in Rai: «Non erano telefonate specifiche, erano in
generale». Non è mai vero, insomma. E pazienza se, essendo un deputato
della Repubblica, per lei varrebbe, a prescindere, l'obbligo di
scusarsi, fermarsi, far stilare un verbale. Jessica-Gabriella, invece,
ieri mattina ha riacceso il motore della Porsche e, dopo aver constatato
che nulla di irreparabile era accaduto né alla sua elitaria fuoriserie
né al popolare autobus, ha ingranato la marcia e se n'è andata. «Sono
il contrario di come mi dipingono» dice Gabriella, voce fremente di
indignazione. Ed è vero che non la dipingono mai mentre aiuta i
bisognosi e lavora sodo nel suo collegio. Quando dà interviste sulla
gente che essendo di sinistra ha fatto carriera a Mediaset, ecco sì, in
quel caso i giornali le danno retta, ma mica c'erano quando sosteneva
un' audizione davanti alla commissione Affari costituzionali, «il
discorso me lo sono scritta tutta da sola, e lì si vede quanto vali». E'
anche madre, porta il bambino a scuola, è moglie... Niente da fare. Lei
è il contrario di come la dipingono, ma la dipingono così perché? «Sono
una donna di spettacolo, su 680 deputati chi fa notizia? Io. E Sgarbi.
In più, mi vedono sulla Porsche ed è fatta... Pensano: "Questa è una
stronza, c' ha pure la Porsche». Eccolo, il problema di Gabriella
Carlucci. Sta tutto qui, nell' essere lei un concentrato di quello che,
nel bene e nel male, il politically correct e le colleghe
democristian-comuniste della Camera fortemente detestano. Dalla Porsche
all'extension dei capelli, che più sono lunghi e più sono belli,
Gabriella Carlucci è quanto Rosi Bindi ma anche Giovanna Melandri
avrebbero orrore di essere, mentre i suoi tailleur, beige-lilla con
scollatura Evita Perón, piacerebbero un sacco a Maria Teresa Ruta.
Jessica-Gabriella è il tacco a spillo infilzato sui tappeti di
Montecitorio con la stessa imperiale sicurezza con la quale Nilde Iotti
brandiva il regolamento della Camera. «Dovrei mettere il tacco basso? E'
un' ingiustizia». Carlucci è l'eloquio torrenzial-sdrucciolo da
conduttrice televisiva, è, in un Paese di falsi moralisti, quella
Porsche benedetta, macchina che non passa inosservata, bella, genere
«Sono appena uscita dalla palestra». Non è forse sulla bellezza, sulla
«bella presenza» meglio, che Gabriella
Carlucci, come del resto Silvio
Berlusconi, hanno fondato - si parva licet - ciascuno la propria piccola
o grande Spa? Anche per gli uomini, del resto, lo riferisce Gian Antonio
Stella nel suo nuovo libro Tribù, il criterio di selezione è sano e
sbrigativo: «Mi piacciono alti, belli e deficienti» ha dichiarato la
Nostra. La Carlucci lo sa che un deputato furbo mai correrebbe a
Montecitorio guidando una Maserati, lo sa e infatti sostiene di non
usarla mai, quella Porsche che la condanna all' ingrato cliché della
stronza: «L'ho comprata nel ' 95, era il mio sogno da ragazzina».
Dovrebbe forse tenerla in garage? No, si indigna cavalleresco il
diessino Beppe Giulietti, «meglio lei che gli ipocriti» la difende,
attribuendo le gaffe della collega a quell' «assenza di storia politica»
che d' altra parte, ammette sconsolato, «tocca la quasi totalità dei
parlamentari della Cdl e anche qualcuno di noi». «Dovrei essere
ipocrita, cambiare me stessa, i miei vestiti, la macchina? Sono la
persona che sono e per questo mi hanno votata» proclama, e si capisce
che di Berlusconi vuole condividere proprio tutto e per questo si sente
«unta», almeno un pochino. Dal Signore? Può darsi. Ma, a giudicare dagli
zigomi perfetti, di sicuro da un' eccellente crema anti-aging. Maria
Latella * LA VICENDA * DISTRATTA L'onorevole
Gabriella Carlucci (sopra)
ieri e' finita con la sua Porsche Carrera contro un autobus nel centro
di Roma, poi e' "scappata" in Parlamento, contromano
* IN FUGA Edoardo Valentini è l' autista del bus coinvolto: l' onorevole
Carlucci, dopo l'
incidente, non si è fermata
* INDISCIPLINATA Dopo l' incidente con il
tram la deputata di Forza Italia è andata alla Camera e ha parcheggiato
la sua Porsche (sopra) sul marciapiede: è stata multata (Foto Renato Ciofani)
LA SCHEDA DEPUTATA La presentatrice Gabriella
Carlucci, nata ad
Alghero 42 anni fa, sposata e madre di Matteo, è entrata a Montecitorio
la scorsa primavera. E' stata eletta il 13 maggio, alle ultime
politiche, per Forza Italia, a Trani SHOWGIRL La showgirl ha esordito in
televisione nel 1983. Nel 1995 ha fondato una casa di moda, ma la sua
passione sono gli sport estremi, dal rafting al paracadutismo . E i
motori: ha anche partecipato alla Mille Miglia
Caccia Fabrizio, Latella Maria
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MESSAGGIO PUBBLICITARIO
| Vicende dell'Onorevole Carlucci
Nel 2008 l'on. Carlucci ha
rilasciato delle dichiarazioni inerenti allo stipendio percepito dai
parlamentari. Numerosi cittadini, come si può facilmente appurare
cercando in rete, hanno espresso la loro indignazione per il giudizio di
"minimo" espresso dalla parlamentare, in riferimento ovviamente alla
paga, ed eseguito raffronti con gli stipendi in altri paesi europei
verso i propri politici.
Ci sono stati attimi di tensione durante un incontro con il Trio Medusa
de Le Iene, recatosi davanti al parlamento con l'intento di chiedere
spiegazioni alla Carlucci in merito ad alcune sue assenze in Parlamento
(55 su 685, come è visibile sul video). I tre giornalisti, vestiti da
vigili, hanno ironicamente fatto una multa di 10 euro, ovvero ciò che
propose Fabrizio Cicchitto riguardo al trattamento verso gli assenti in
Parlamento. La parlamentare ha gettato in terra le finte carte delle
multe e tentato di rompere la telecamera dell'addetto. Il bilancio dei
danni causati dalla parlamentare consiste in 2 microfoni rotti (dopo
esser stati sottratti con la forza e portati via, e solo in seguito
riconsegnati dai funzionari di polizia di Montecitorio) e una cuffia
danneggiata. In più, il gruppo è stato insultato verbalmente e a tratti
aggredito fisicamente dalla donna che respingeva le accuse. In una
dichiarazione successiva all'episodio ha affermato di aver "volutamente
esagerato".
Fonte:
wikipedia |
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