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Dopo Barbareschi ci si mette anche la Carlucci
Vogliono chiudere la Rete
Fonte:punto informatico


L'Onorevole Gabriella CarlucciA distanza di qualche settimana da quando hanno iniziato a circolare le prime indiscrezioni sulla nuova iniziativa di legge promossa dall'On. Carlucci, (foto a sinistra), quest'ultima ha, finalmente, deciso di rispondere alle critiche mossele e, soprattutto, di pubblicare la propria proposta.

Prima di passare all'esame dell'articolato, tuttavia, credo siano necessarie un paio di considerazioni sulla replica dell'On. Carlucci alle critiche ricevute in relazione alla propria iniziativa legislativa. L'Onorevole, in un post sul proprio blog e in una lettera aperta indirizzata a Webnews scrive, in buona sostanza, che la sua proposta di legge avrebbe come obiettivo quello di arrestare il drammatico fenomeno della pedofilia online e che quindi, in nome della tutela dei bambini, anche le misure "eccezionali" che si suggerisce di adottare risulterebbero giustificate.

La proposta di legge sarebbe semmai antipirateria ma certamente non antipedofilia. Il disegno di legge non sembra avere niente a che vedere con la repressione della pedopornografia in relazione alla quale, peraltro, esistono già eccellenti strumenti tecnico-normativi e magistrati e forze dell'Ordine stanno lavorando tanto e bene. Basta scorrere il testo dell'articolato o, piuttosto, leggere la relazione alla proposta di legge per rendersene conto! Se ciò non bastasse, si può sempre guardare nelle proprietà del file pubblicato sul sito di Carlucci per scoprire che il suo autore sarebbe un tal Davide Rossi, che si qualifica come della tal società Univideo che, francamente, è più facile immaginare dietro ad un'iniziativa legislativa antipirateria che non antipedofilia.

Non si può non rimaner male dinanzi ad un'iniziativa repressiva del fenomeno Internet tout court che viene presentata come volta a salvaguardare interessi che fanno vibrare le corde più sensibili dell'anima di ciascuno di noi.
E veniamo ora al testo della proposta. "Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri", è questo il titolo del nuovo disegno di legge che dà corpo all'ultima di un'interminabile serie di iniziative legislative che mostrano quanto poco il nostro legislatore conosca la Rete e quanto, tuttavia, sia preoccupato di far in modo che lo spazio telematico formi oggetto di un controllo assoluto di orwelliana memoria affidato alle tradizionali dinamiche che, negli anni, hanno reso il mondo dei media anziché uno spazio di libertà e democrazia uno strumento asservito al potere di pochi. Internet non è la stampa né la televisione né è auspicabile che venga trasformata a colpi di leggi in qualcosa di simile.

Ma andiamo con ordine e leggiamo il testo del disegno di legge Carlucci il cui contenuto delude lo spirito "romantico" che sembra averne ispirato il titolo. All'art. 1, come si conviene ad una legge ben scritta, ci si preoccupa di definirne l'ambito di applicazione: "la presente legge si applica a tutte le attività di accesso alla Rete internet effettuate a partire da - e per il tramite di - apparati informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio della Repubblica italiana". Un paio di dubbi: che significa "attività di accesso alla Rete internet" e, soprattutto, come si fa a pretendere di veder disciplinata dalla legge italiana ogni attività telematica posta in essere anche solo "per il tramite" di infrastrutture situate nel nostro Paese?

Mi sembra inutile, in questa sede, soffermarmi più a lungo a ricordare all'On. Carlucci che all'attuazione di tale principio osta il diritto europeo nonché trattati e convenzioni internazionali stratificatisi nell'arco degli ultimi decenni. Un po' di conoscenza in più delle dinamiche di circolazione dei contenuti per via telematica e di diritto internazionale, forse, sarebbe stata utile a conferire alla norma maggior credibilità ed attuabilità. Così, quale che sia il contenuto delle disposizioni che seguono, è difficile ipotizzare che Unione Europea e Stati stranieri resterebbero a guardare e lascerebbero, magari, che una comunicazione telematica solo perché veicolata attraverso infrastrutture italiane resti assoggettata alla nostra piccola, piccola leggina.

Ma il bello deve ancora venire. Leggiamo il primo comma dell'art. 2, "cuore pulsante" del DDL Carlucci: "È fatto divieto di effettuare o agevolare l'immissione nella Rete di contenuti in qualsiasi forma (testuale, sonora, audiovisiva e informatica, ivi comprese le banche dati) in maniera anonima". Ho già scritto altre volte - non senza raccogliere più critiche che elogi - che, probabilmente, lo stato di maturità della Rete è tale da rendere necessario, proprio a tutela delle libertà fondamentali, immaginare l'adozione di forme di "anonimato protetto" in ambito telematico. Tuttavia l'idea dell'On. Carlucci - anche prescindendo dall'inintellegibilità delle tipologie di contenuti raccolte tra parentesi - è illegittima, inattuabile e non auspicabile. Illegittima perché lo Stato non può esigere che i cittadini agiscano nello spazio telematico facendosi riconoscere se non pone, prima, a loro disposizione sistemi ed infrastrutture idonee a garantire loro tale possibilità. Inattuabile perché, allo stato, scrivere in calce ad un post su un blog un nome e cognome non significa aver adempiuto al precetto normativo caro all'On. Carlucci. Non auspicabile perché non si può esigere che un cittadino debba farsi identificare ogni volta che accede ad un forum di discussione, ad una chat o su un'altra qualsiasi piattaforma telematica.

Se l'estensore del DDL Carlucci avesse sfogliato la disciplina sulla privacy, chiesto un parere all'ufficio del Garante o letto uno qualsiasi delle centinaia di articoli con i quali la dottrina italiana ha, reiteratamente, richiamato l'attenzione sul rischio della costituzione in Rete di uno spazio di controllo assoluto di orwelliana memoria, forse, avrebbe scritto diversamente questa previsione.

E veniamo al secondo comma dell'art. 2.
"I soggetti che, anche in concorso con altri operatori non presenti sul territorio italiano, ovvero non identificati o identificabili, rendano possibili i comportamenti di cui al comma 1 sono da ritenersi responsabili - in solido con coloro che hanno effettuato le pubblicazioni anonime - di ogni e qualsiasi reato, danno o violazione amministrativa cagionati ai danni di terzi o dello Stato".

Ce n'è abbastanza per riscrivere il mio "Il processo alla Rete" ma mi limiterò ad un paio di osservazioni:
(a) se la disciplina proposta dall'On. Carlucci dovesse divenire legge, domani (o comunque 90 giorni dopo l'entrata in vigore della legge) gli Internet service provider, le grandi piattaforme UGC (Google, YouTube, MySpace, Facebook) e centinaia di altre piattaforme che animano la Rete nel nostro Paese dovrebbero cessare immediatamente la propria attività al fine di sottrarsi a sicure responsabilità;
(b) devo aver letto da qualche parte - Direttiva UE 31/2000 e D.Lgs. 70/2003 - un principio secondo il quale gli intermediari della comunicazione non hanno alcun obbligo di sorveglianza né possono essere ritenuti responsabili - al ricorrere di determinate condizioni - dei contenuti immessi in Rete dai propri utenti. Sarebbe forse stato opportuno che l'On. Carlucci sfogliasse rapidamente tali provvedimenti legislativi allo stato in vigore nel nostro Paese.


La signora Carlucci "rappresenta" gia' molto bene e "difende" altrettanto bene le istituzioni dell'Italia dei nostri giorni: la foto di questo forum ne da' ampia dimostrazione! Continui a "svelinare" in luoghi ed argomenti a Lei piu' consoni: party, salotti dell'imperatore o di chicchessia. Se continua a cimentarsi in materie troppo complicate rischia di deturpare la sua immagine!


Come fa una persona cosi' tecnoignorante a proporre leggi di questo calibro che richiedono grandissime competenze.... che tristezza.... il bello è che li paghiamo pure!!

e cmq per sua natura internet non può essere kiusa...

Questo è solo uno dei tanti esempi di leggi ad personam che attuano le persone dello spettacolo nei partiti considerando poi ci sono pure come ministri hanno praticamente campo libero.

Ognuno si fa la sua come ad esempio i tanti imprenditori edili al parlamento e senato faranno a breve una proposta di cementificazione selvaggia che in varie aree a rischio idrogeologico si tornerà alle catastrofi di cinquant'anni fa, del resto a loro non gli importa niente basta guadagnarci sopra

Credo che gli italiani avranno modo con calma di gustarsi che dittatura hanno mai creato


picard12 09 mar, 18.52

io ho inviato questo messaggio al blog

a questo indirizzo:
http://www.gabriellacarlucci.it/2009/02/25/pedofil.../

Gentilissima ON. Carlucci,
le scrivo in merito alla sua proposta di legge per avere dei chiarimenti. Primo fra tutti, come fa a dire che in rete vige l'anonimato?
Ha rudimenti del protocollo TCP/IP?
Sa cosa comporta l'uso di un IP?
Sa cos'è un MAC address? Le ricordo che non è un sistema operativo della Apple.
Chi è il signor Davide Rossi?
Quali mezzi vengono ora utilizzati contro la pedo-pornofilia?
Se chi ha adescato dei bambini in chat usando dati falsi, come è stato rintracciato se "nella rete" siamo tutti anonimi?
Non riesco a capire questo punto.
Non crede che le aiuterebbe molto un pò più di cultura informatica in modo da acquisirne almeno le basi, per poi formulare "autonomamente" una proposta di legge che sia sinceramente fatta per lo scopo con la quale viene candidamente pubblicizzata?
Inoltre mi pare che questa legge sia utile più al signor D. Rossi che a sconfiggere la pedofilia!
Ci spieghi come sono stati individuati i casi da lei citati, sempre se ne è a conoscenza.
Perchè non rende edotti i cittadini italiani cosa centrano il diritto d'autore e la siae citati nel articolo 2 e articolo 3 con la pedopornofilia?
Immagino che vogliate cogliere i pedofili e soci nella violazione del diritto d'autore e del mancato pagamento dei diritti alla siae!
Ha idea di quali conseguenze per la tutela dei dati e della privacy delle persone che abitualmente navigano in internet, se con la sua proposta di legge non si potrà avere una maschera di un pseudonimo per proteggere se stessi ed i propri dati personali?
Quali strumenti ha individuato per evitare un aumento di truffe, phishing come conseguenza della sua legge?
Che strumenti potremmo mai avere noi cittadini onesti per proteggere i propri dati personali?
La cosa che più mi rattrista è vedere come una persona come lei, cosi in vista utilizzi la scusante della pedofilia per fare altro.
Nella sua proposta di legge non vi è nessun cenno a quello che potrebbe riguardare la prevenzione, magari fatta nelle scuole, con corsi specifici.
Se avesse già fatto qualcosa in merito renda partecipe tutti i cittadini italiani sulle sue molteplici iniziative volte alla formazione di bambini e genitori sui pericoli della rete in modo che possano imparare a difendersi anche da soli.
Per ora con le domande mi fermo, anche se ne avrei molte altre.

In attesa di una sua cortese risposta le porgo
Distinti Saluti

vediamo cosa risponde se mai lo farà?


Nathaniel Hornblower1 risp. 09 mar, 19.34

Da altre parti sarebbe successo... uno scandalo.
L'onorevole che fa un disegno di legge facendosi aiutare da una società privata palesemente di parte. Invece ecco quali sono le testate che hanno scritto un articolo:

La Repubblica (l'unica tra le principali testate, anche se è un po' nascosto)
Techblogs.it
Liquida Magazine
oneWeb 2.0
MyTech
Giornalettismo
Tom's Hardware Guide
Punto Informatico

Che vergogna.


Spot2 risp. 11 mar, 19.16

Sparito intero post

Mi sa che la Carlucci e' passata in redazione. Qua sopra e' sparita roba tranquillissima dopotutto rispetto al fatto che loro ci stanno fregando le liberta' civili e noi ci limitiamo a chiacchierare.

Ma appunto loro ci stanno fregando le liberta' civili e PI li aiuta a quanto vedo. Critica si' ma al guinzaglio, giusto per dare una parvenza di democrazia.

Vabbuo' questo post durera' poco, spero che prima che l'impagabile Redazione lo veda almeno una persona lo legga. Di sicuro lo legge quello/i della Redazione, beh ragazzi che dire spero che almeno vi mollino qualche megaconsulenza governativa o inserzioni pubblicitarie. A fare delle ingiustizie visto che si va all'inferno bisogna pure guadagnarci no???

Piccolo tocco poetico

Prima vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubavano
Poi vennero a prendere gli ebrei e TACQUI perché mi erano antipatici
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché erano fastidiosi
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non PARLAI perché non ero comunista
Un giorno vennero a prendere me e non cera rimasto nessuno a protestare

Tante buone cose cara redazione e spero che quando porteranno via voi ci sia ancora qualcuno a protestare.


nr: Widget 09 mar, 21.27

Vero, ho fatto anche io un giro sui siti dei principali quotidiani per vedere cosa dicevano: a parte Repubblica, niente. Incredibile.

deathspell 09 mar, 21.15
Domandina all'onorevole
L'on.
Carlucci si preoccupa che sulla rete circolino materiali protetti da una sorta di 'anonimato', o meglio dalla falsa rappresentazione della propria identità.

Proposito che trovo pienamente condivisibile e proprio per questo motivo mi chiedo come devo considerare l'on. Carlucci che copre (seppur in modo abbastanza puerile) la paternità del DDL attribuendosela quando in realtà è della Univideo e del suo legale rappresentante.

Non vi sembra una violazione dei diritti d'autore essersi appropriata dello scritto di Davide Rossi per attribuirselo come proprio?


Andreabont 09 mar, 22.27

Adesso mi dite come c..zo fate...

Ok, siete politici, l'essere ignoranti (non nel senso offensivo) in questi campi è il vostro mestiere.... ma adesso pretendo che mi diciate come pensate di attuare questa cosa....

1) Non esistono mezzi per l'identificazione univoca in informatica. (con i certificati si può arrivare a una semi identificazione comunque non al livello di una carta d'identità)

2) Internet non può funzionare con una simile infrastruttura di controllo di identificazione, cosa fate, bloccate l'accesso a tutti coloro che non si identificano??? Come fate a bloccarlo???

3) Il furto d'identità è dietro l'angolo, cosa pensate, i malviventi falsificano la carta d'identità, e falsificare un certificato è un'operazione banale per chi lo sa fare (e non serve nessuna rotativa speciale)....

4) Se continuate così gli utenti inizieranno ad usare massivamente le darknet, reti appositamente create per la navigazione anonima e non tracciabile.... addio anke a quel minimo controllo che attualmente avete.....

Vi state dando la zappa sui piedi, quella che volete fare è una vera guerra alla privacy degli utenti, non mi interessa se è fatta contro la pirateria o la pedofilia (cosa che anche io vorrei vedere eliminata), ma non è accettabile un 1984 di Orwell.


risp. 10 mar, 09.18

documento word: autore Davide Rossi - Univideo  Lollissimo!!!

Scaricatevi la proposta di legge dal sito della
Carlucci e guardate le proprietà del file, capirete chi vuole quella legge...  Eccovi le proprietà:



ps: se ne è accorto Zambardino di Repubblica

saluti



Il consulente segreto dell’onorevole Carlucci e il contrabbando di parole

Tra i disegni di legge per la rete merita una particolare attenzione quello presentato dall’onorevole Gabriella Carlucci. Guido Scorza, avvocato, giurista e blogger, ha fatto una scoperta singolare, anzi due: che l’onorevole Carlucci ha un consulente segreto che con il tema trattato nel testo non avrebbe niente in comune, e che nel disegno c’è uno strano contrabbando terminologico. Ecco il messaggio che mi ha mandato:

Caro Vittorio,
L’On. Carlucci, nei giorni scorsi, ha finalmente, pubblicato in Rete la sua ultima iniziativa legislativa: una proposta di legge intitolata “Internet territorio della libertà, dei diritti e dei doveri”.
La notizia potrebbe finire qui con un invito a leggere il testo della proposta ed un solo commento: dopo l’emendamento D’Alia e il ddl Barbareschi, si tratta di un ennesimo attacco alla Rete. Ma, in questo caso, c’è di più perché l’On. Carlucci prima di pubblicare
la proposta sul suo blog ha avvertito l’esigenza di replicare alle critiche diffusesi in Rete all’indomani delle prime indiscrezioni sulla proposta medesima e nel farlo ha sottolineato con forza e passione che la propria iniziativa affonda le radici nell’esigenza di difendere i nostri bambini dal fenomeno della pedofilia on-line.
Come non plaudire a tali buone intenzioni?
Peccato solo che leggendo il testo della proposta e la relazione di accompagnamento non si trovi nessuna traccia della volontà di reprimere il fenomeno della pedofilia online – in relazione al quale, per inciso, il nostro Paese è dotato di un efficace sistema di strumenti giuridico-operativi – ma, piuttosto, la solita preoccupazione per la tutela degli interessi dell’industria audiovisiva contro il fenomeno della pirateria online.

Malignità gratuite potrebbe dire qualcuno.

Niente affatto perché nel commentare la proposta di legge Carlucci, guardando nelle proprietà del file .doc pubblicato dall’Onorevole sul proprio sito mi sono accorto che il documento è stato redatto utilizzando un software intestato a Davide Rossi, Presidente della Univideo. Foto a sinistra.

Se un’iniziativa legislativa viene presentata dall’On. Carlucci – già protagonista della conversione in legge del famigerato decreto Urbani anti P2P – è scritta dal Presidente della principale associazione di categoria dell’industria audiovisiva e ha il profumo
dell’antipirateria…è lecito almeno dubitare che la reale intenzione fosse difendere i bambini dalla pedofilia online.

Guido Scorza

Postato Domenica, 15 Mar 2009 alle 07:25 da SIMOTRONE WEB PAGE »

Blog Archive » Proposte DOC!

produceva una proposta di legge. Di articoli riguardanti ne sono girati parecchi.
* La Repubblica: Il consulente segreto dell’onorevole Carlucci e il contrabbando di parole.
* webNews: Gabriella Carlucci e Davide Rossi: è andata così
* E altri blog

Postato Giovedì, 12 Mar 2009 alle 01:17 da l’eco della stampa® - 1 | fiordisale - che ho letto dal sempre acuto acutissimo ed attento Gilioli. Sono andata ad approfondire qua, qua

Postato Martedì, 10 Mar 2009 alle 14:59 da ©oerenza

«Blog del circolo online del PD “Barack Obama”  qualche malizioso ha anche scoperto che nelle proprietà del documento condiviso il campo “autore” non è la Carlucci

Postato Martedì, 10 Mar 2009 alle 13:10 da samdorian

Io penso che l’On Carlucci e che il sig. Rossi non capiscano minimamente il funzionamento di internet. Con questo non sto parlando di discussioni prettamente tecniche, ma di distribuzione di contenuti.
In questa legge si parla a vanvera e con regole imbarazzanti per un paese civile.
Se l’industria degli audiovisivi vuole proteggere i propri contenuti che trovi delle modalità tecniche per farlo. Ci sono brillanti menti in Italia che potrebbero aiutarli.

Postato Martedì, 10 Mar 2009 alle 10:39 da lisco

Embè, devono pure giustificare la loro presenza in parlamento questi esseri inutili. O no?

Postato Martedì, 10 Mar 2009 alle 09:49 da seliprendo

e ci meravigliamo di tanto? Cosa aveva detto Di Pietro non appena si era insediato il governo del “migliore”. Aveva detto che era stato fatto un governo debole per un presidente forte. Detto in parole povere, i ministri di bassa levatura (vedere carfagna.. prestigiacomo.. alfanomaroni.. e via così) che così lui li manovra come pare e piace. Ed il gioco sta riuscendo benissimo. Ma v’immaginate la Carlucci che definisce una legge. Ma come è possibile pensare che una donna che ha sempre vissuto di lustri, payette.. e resto della baracca di mediaset.. sia in grado di fare leggi? Roba da zelig!!
A da ritornà er “baffone”.. viene da dire.. ma tanto chi le prende è sempre quel soggetto di persona.. ovvero l’onesto cittadino. Perchè per contrastare un prepotente non bastano cento persone oneste!!

Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 23:17 da tafanus

Il nostro blog Tafanus ha pubblicato un paio di posts sull’argomento, ed ha lanciato una raccolta di firme sull’argomento.

http://www.tafanus.it

http://www.petitiononline.com/silenzio/petition.html

Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 21:25 da uni64

Ma avete notato qualche giorno fa la notizia che l’informatica non è più una priorità del ministero della Istruzione? Ed infatti mia moglie che insegna in una scuola media doveva andare ad un corso per una lavagna multimediale che hanno fornito alla scuola, ma il corso è stato cancellato.
Non sarà che troppa Internet poi porta a votare per Obama??????
A pensare male si fa peccato…..

Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 17:55 da verdeamarelo

Uffa, dovrete mettere l´avviso che l´accesso ai blog é permesso solo ai residenti….regolarmente schedati.
“La presente legge si applica a tutte le attività di accesso alla rete internet effettuate a partire da - e per il tramite di - apparati informatici e infrastrutture fisicamente presenti nel territorio della Repubblica Italiana.”
Io ,per fortuna rimango LIBERO e continueró a sfruttare al meglio la libertá del WWW.

Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 17:38 da 0.2 »

Gabriella Carlucci: dal nuovo Cantagiro, alle nuove tecnologie
soubrette adesso parlamentare del PDL ha pubblicato sul suo Sito una proposta di legge redatta da Davide Rossi, Presidente di Univideo, l’Unione Italiana dell’Editoria Autovisiva.

Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 17:08 da gigoachef

Già, ha ragione kermit965, perché sulla homepage di Repubblica questa notizia non ci sta? Ci state trivellando i cosidetti con gli aggiornamenti su fatti di cronaca di settimane fa, sulla “colonna infame” (come la chiamo io) a destra c’è il solito guazzabuglio di celebrities, gossip, richiami sessuali ecc. ma di queste notizie ai piani alti della pagina (tra i primi 3-4 titoli) mai niente…

Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 15:50 da catinotu

Il popolo della libertà mira solo a minare la libertà di tutti i cittadini, anche dei loro elettori (poveri ingenui).
Non so fino a che punto avremo la libertà di esprimerci ma, dato che qualsiasi iniziativa o proposta dell’opposizione è vista come fumo negli occhi e non viene mai presa in nessuna considerazione, sarebbe il caso che Franceschini & C., se hanno gli attributi per farlo, si dedicassero alla stesura di un bel libro che raccolga tutte le leggi particolari, ad personam, canagliesche, liberticide, etc, approvate dal primo governo berlusconi ad oggi e che ognuna di esse, articolo per articolo, avesse un commento in italiano chiaro e non in politichese, per spiegare gli effetti, i beneficiari, le conseguenze prodotte e i danni causati al Paese e a noi cittadini.

Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 15:45 da henry3000

La lobby è cosa buona, dicevi alcuni giorni fa. L’on. Carlucci e il signor Rossi ti hanno semplicemente presso sulla parola.

Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 14:39 da achillefer

hanno una paura fottuta che la gente si informi davvero,altro che pedofilia o amenità simili
ecco perché tante proposte di legge
e poi ci rompono con la cina e gli stati canaglia

Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 14:02 da kermit965

La tristezza è che nessuno riesce, e sappiamo perchè non ci riesce, a portare queste notizie sui TG nazionali il fatto è come se non esistesse. Molta gente in Italia si informa solo tramite TG1 e TG5 e ciò la dice lunga.
Per cortesia Zambardino, cerchi almeno di portarla sulla Home di Repubblica chè è molto letta e di diffonderla il più possibile. Suggerisco un titolo.
“Il DL Carlucci scritto dal presidente di Univideo”

Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 12:28 da gigoachef

Ah ah ah, che peracottari. Non commento il lato etico della vicenda, ma questi sarebbero gli onorevoli “esperti” di informatica che dovrebbero difendere i nostri figli dai pedofili? Se fossi il figlio della Carlucci sarei terrorizzato.

Postato Lunedì, 9 Mar 2009 alle 12:22 da giorgio1948

Siamo alle solite, continuano a prenderci per fessi.Ma lo siamo veramente, se non riusciamo a costringere l’On Carlucci a uscire dalla tana e almeno spiegarci l’inghippo, magari con parole sue,se ci riesce.


Un Anonimo Illegale 09 mar, 12.43

Povera Italia...nr: ...che elementi che abbiamo al governo !

Beh... vorrà dire che tutti quelli come il sottoscritto che non hanno alcuna intenzione di lasciare in rete le proprie vere generalità diventeranno dei "renegade" ricercati dalla
Carlucci

Archivio storico: ecco chi è la
Carlucci: Gabriella Carlucci tampona un bus e va via

Roma, stava telefonando in auto e ha saltato lo stop. I passeggeri: una vergogna, ed è onorevole Dopo la fuga ha lasciato la sua Porsche sul marciapiede di Montecitorio E' stata multata

Gabriella Carlucci tampona un bus e va via Roma, stava telefonando in auto e ha saltato lo stop. I passeggeri: una vergogna, ed è onorevole

ROMA - Aveva fretta, l'onorevole Gabriella Carlucci. Ieri mattina i colleghi l'aspettavano alla Camera per le votazioni sull' euro e lei non voleva mancare. La macchina che guidava, del resto, le garantiva prestazioni super: una rombante Porsche cabriolet grigia metallizzata. Così, alle 10 in punto, quando si è trovata di fronte un jumbo-bus lungo 18 metri, in via del Tritone, non ha potuto evitare di tamponarlo. Ma poi, invece di fermarsi per il verbale, è ripartita a razzo sulla corsia preferenziale, inseguita a piedi dal conducente del bus, tra lo stupore e l' indignazione di passanti e passeggeri che l' avevano riconosciuta. Una corsa sfrenata fino a piazza del Parlamento, dove però il parcheggio riservato ai deputati era ormai esaurito. E, anche allora, Gabriella non si è persa d' animo: ha abbandonato la Porsche sul marciapiede e via in aula. Giornata nera. Il vigile le ha fatto la multa per divieto di sosta (importo: 63 mila lire, 32,54 euro). L' Atac, l' azienda del trasporto pubblico capitolino, ha annunciato che le chiederà i danni per il bus e le corse perse: «l' 80 Express è rimasto fermo per 55 minuti». Unica consolazione: l' ex show girl non rischia il ritiro della patente: «Non ci sono stati feriti», spiega la polizia stradale, «non c' è stata, dunque, omissione di soccorso». La rabbia del conducente del bus, Edoardo Valentini, due ore dopo l' incidente non è ancora sbollita. «Sono stati i passeggeri a riconoscerla - racconta - io all' inizio non ci avevo neppure fatto caso. Volevo solo i suoi dati per stendere il rapporto. Invece è scappata addirittura contromano, col rischio di provocare altri incidenti. Non vede? E' Gabriella Carlucci!, mi ha detto allora una signora. Vergogna! Un deputato-pirata, ha aggiunto scandalizzato un altro signore». Valentini, 31 anni, da due sui mezzi pubblici, ieri mattina alle 10 scendeva col «suo» jumbo-bus di 18 metri lungo via del Tritone, tra piazza Barberini e largo Chigi. La Carlucci usciva invece da una stradina secondaria, via Zucchelli. «Andava piano, ma parlava al telefonino, era distratta - dice l' autista -. Così, senza rispettare lo stop, ha invaso via del Tritone e mi è venuta addosso». Il jumbo-bus ha i segni sulla fiancata. «Non stavo parlando al telefonino - replica la parlamentare -. Ed ero ferma allo stop. Per fortuna dietro di me c' era un altro deputato, Franco Cardiello, di An, con la sua auto, che può confermare». Cardiello, più tardi, confermerà. La Porsche nell' impatto ha perso il fanalino anteriore sinistro, e anche parafango e carrozzeria sono rovinati. «A quell' incrocio ho cominciato a immettermi lentamente - spiega la Carlucci - quando l' autobus, che veniva da sinistra ad alta velocità, ha sfiorato il muso della mia vettura. Sono scesa per controllare, non era accaduto nulla e perciò sono ripartita. Avevo fretta. Alla Camera c'erano le votazioni». Ultima stoccata, con tono seccato: «E poi io non ho colpe neanche per la multa in piazza del Parlamento: spetta ai custodi della Camera controllare le auto, è un problema loro».

«Balle - replica il conducente - . Io non correvo affatto. E quando mi sono fermato per scrivere il rapporto lei non è scesa. E' rimasta in macchina col finestrino mezzo chiuso e mi ha gridato: cosa vuoi? Non ti sei fatto niente! Poi è ripartita a gran velocità dopo una breve retromarcia, mentre pedoni e passeggeri si scansavano per non essere investiti. Mi ha colpito molto la sua prepotenza. E l' assoluto disinteresse per aver danneggiato una Porsche. Capite? Io ho una Micra e ci sto attentissimo...».
Fabrizio Caccia

LA PROTAGONISTA «Non è vero nulla, mi dipingono sempre come cattiva» «Io non sono cattiva, sono gli altri che mi dipingono così». Il problema di Gabriella Carlucci è tutto lì, nella sindrome da Jessica Rabbit. Ieri mattina è incorsa nell' ennesimo equivoco tra l'essere e l'apparire. In via del Tritone, in Porsche, proprio dove anni fa fu protagonista di un memorabile inseguimento notturno, lei sempre in Porsche, il fidanzato in Jaguar. Ieri avrebbe potuto dire mi dispiace, ho sbagliato. Ma proprio non ce l' ha fatta. Spiegherà invece: «Non è vero niente», come altre volte, quando Novella 2000 la fotografò in sella a una motocicletta senza casco, «ma stavo solo preparando la sigla del mio programma», come quando di lei si disse che Cirino Pomicino la raccomandava in Rai: «Non erano telefonate specifiche, erano in generale». Non è mai vero, insomma. E pazienza se, essendo un deputato della Repubblica, per lei varrebbe, a prescindere, l'obbligo di scusarsi, fermarsi, far stilare un verbale. Jessica-Gabriella, invece, ieri mattina ha riacceso il motore della Porsche e, dopo aver constatato che nulla di irreparabile era accaduto né alla sua elitaria fuoriserie né al popolare autobus, ha ingranato la marcia e se n'è andata. «Sono il contrario di come mi dipingono» dice Gabriella, voce fremente di indignazione. Ed è vero che non la dipingono mai mentre aiuta i bisognosi e lavora sodo nel suo collegio. Quando dà interviste sulla gente che essendo di sinistra ha fatto carriera a Mediaset, ecco sì, in quel caso i giornali le danno retta, ma mica c'erano quando sosteneva un' audizione davanti alla commissione Affari costituzionali, «il discorso me lo sono scritta tutta da sola, e lì si vede quanto vali». E' anche madre, porta il bambino a scuola, è moglie... Niente da fare. Lei è il contrario di come la dipingono, ma la dipingono così perché? «Sono una donna di spettacolo, su 680 deputati chi fa notizia? Io. E Sgarbi. In più, mi vedono sulla Porsche ed è fatta... Pensano: "Questa è una stronza, c' ha pure la Porsche». Eccolo, il problema di Gabriella Carlucci. Sta tutto qui, nell' essere lei un concentrato di quello che, nel bene e nel male, il politically correct e le colleghe democristian-comuniste della Camera fortemente detestano. Dalla Porsche all'extension dei capelli, che più sono lunghi e più sono belli, Gabriella Carlucci è quanto Rosi Bindi ma anche Giovanna Melandri avrebbero orrore di essere, mentre i suoi tailleur, beige-lilla con scollatura Evita Perón, piacerebbero un sacco a Maria Teresa Ruta. Jessica-Gabriella è il tacco a spillo infilzato sui tappeti di Montecitorio con la stessa imperiale sicurezza con la quale Nilde Iotti brandiva il regolamento della Camera. «Dovrei mettere il tacco basso? E' un' ingiustizia». Carlucci è l'eloquio torrenzial-sdrucciolo da conduttrice televisiva, è, in un Paese di falsi moralisti, quella Porsche benedetta, macchina che non passa inosservata, bella, genere «Sono appena uscita dalla palestra». Non è forse sulla bellezza, sulla «bella presenza» meglio, che Gabriella Carlucci, come del resto Silvio Berlusconi, hanno fondato - si parva licet - ciascuno la propria piccola o grande Spa? Anche per gli uomini, del resto, lo riferisce Gian Antonio Stella nel suo nuovo libro Tribù, il criterio di selezione è sano e sbrigativo: «Mi piacciono alti, belli e deficienti» ha dichiarato la Nostra. La Carlucci lo sa che un deputato furbo mai correrebbe a Montecitorio guidando una Maserati, lo sa e infatti sostiene di non usarla mai, quella Porsche che la condanna all' ingrato cliché della stronza: «L'ho comprata nel ' 95, era il mio sogno da ragazzina». Dovrebbe forse tenerla in garage? No, si indigna cavalleresco il diessino Beppe Giulietti, «meglio lei che gli ipocriti» la difende, attribuendo le gaffe della collega a quell' «assenza di storia politica» che d' altra parte, ammette sconsolato, «tocca la quasi totalità dei parlamentari della Cdl e anche qualcuno di noi». «Dovrei essere ipocrita, cambiare me stessa, i miei vestiti, la macchina? Sono la persona che sono e per questo mi hanno votata» proclama, e si capisce che di Berlusconi vuole condividere proprio tutto e per questo si sente «unta», almeno un pochino. Dal Signore? Può darsi. Ma, a giudicare dagli zigomi perfetti, di sicuro da un' eccellente crema anti-aging. Maria Latella * LA VICENDA * DISTRATTA L'onorevole Gabriella Carlucci (sopra) ieri e' finita con la sua Porsche Carrera contro un autobus nel centro di Roma, poi e' "scappata" in Parlamento, contromano

* IN FUGA Edoardo Valentini è l' autista del bus coinvolto: l' onorevole Carlucci, dopo l' incidente, non si è fermata
* INDISCIPLINATA Dopo l' incidente con il tram la deputata di Forza Italia è andata alla Camera e ha parcheggiato la sua Porsche (sopra) sul marciapiede: è stata multata (Foto Renato Ciofani)

LA SCHEDA DEPUTATA La presentatrice Gabriella Carlucci, nata ad Alghero 42 anni fa, sposata e madre di Matteo, è entrata a Montecitorio la scorsa primavera. E' stata eletta il 13 maggio, alle ultime politiche, per Forza Italia, a Trani SHOWGIRL La showgirl ha esordito in televisione nel 1983. Nel 1995 ha fondato una casa di moda, ma la sua passione sono gli sport estremi, dal rafting al paracadutismo . E i motori: ha anche partecipato alla Mille Miglia

Caccia Fabrizio, Latella Maria

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Vicende dell'Onorevole Carlucci

Nel 2008  l'on. Carlucci ha rilasciato delle dichiarazioni inerenti allo stipendio percepito dai parlamentari. Numerosi cittadini, come si può facilmente appurare cercando in rete, hanno espresso la loro indignazione per il giudizio di "minimo" espresso dalla parlamentare, in riferimento ovviamente alla paga, ed eseguito raffronti con gli stipendi in altri paesi europei verso i propri politici.
Ci sono stati attimi di tensione durante un incontro con il Trio Medusa de Le Iene, recatosi davanti al parlamento con l'intento di chiedere spiegazioni alla Carlucci in merito ad alcune sue assenze in Parlamento (55 su 685, come è visibile sul video). I tre giornalisti, vestiti da vigili, hanno ironicamente fatto una multa di 10 euro, ovvero ciò che propose Fabrizio Cicchitto riguardo al trattamento verso gli assenti in Parlamento. La parlamentare ha gettato in terra le finte carte delle multe e tentato di rompere la telecamera dell'addetto. Il bilancio dei danni causati dalla parlamentare consiste in 2 microfoni rotti (dopo esser stati sottratti con la forza e portati via, e solo in seguito riconsegnati dai funzionari di polizia di Montecitorio) e una cuffia danneggiata. In più, il gruppo è stato insultato verbalmente e a tratti aggredito fisicamente dalla donna che respingeva le accuse. In una dichiarazione successiva all'episodio ha affermato di aver "volutamente esagerato".

Fonte: wikipedia

 

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