Di Internet conosciamo il passato, ma il
futuro?
by Sara
Internet, alla sua nascita nelle
università, era vista come un mezzo democratico di diffusione di idee e
conoscenza; quando nel 1995 si aprì al mondo non vi erano ancora
strumenti tecnici per far sì che chiunque potesse produrre contenuti con
facilità; presto le imprese capirono le potenzialità di comunicazione
del mezzo e cominciarono ad investirci e a far sentire la loro voce; da
strumento democratico di diffusione della conoscenza divenne un medium
come gli altri con poche emittenti e tanti riceventi, ma…
In realtà la tecnologia andò avanti e, insieme alla diffusione di
connessioni a banda larga, vennero creati strumenti nuovi attraverso i
quali era semplice comunicare anche ai non addetti ai lavori. I
newsgroup via via perdono di popolarità a favore dei forum, chat e
instant messenger cominciano a diffondersi, Wikipedia cresce e si impone
all’attenzione degli utenti, nel 2001 decollano i blog, nel 2002 nasce
Flickr e nel 2005 You Tube. Nel 2006 Times dedica la copertina dell’anno
a noi tutti, all’uomo qualunque, che attraverso il web diventa
protagonista.
La caratteristica di questi strumenti rispetto ai tradizionali siti
vetrina o siti di e-commerce è proprio la possibilità per gli utenti di
caricare in modo autonomo contenuti propri, senza possedere
necessariamente competenze tecniche. Nascono cioè i cosiddetti UGC (User
Generated Content), i contenuti prodotti dagli utenti. Il web sembra
perciò abbandonare la sua tendenza a isolare e creare vite parallele e
virtuali per recuperare invece un senso di legame (che lo connota anche
nel nome), di interconnessione e di comunità. Ci occuperemo diffusamente
di questi temi quando parleremo di Social Network e di Marketing Virale.
Oggi vorrei soffermarmi nello specifico sui blog.
Un blog viene spesso indicato come un diario personale in rete; in
realtà questa definizione è molto riduttiva e ne preferisco una più
articolata: un blog è un sito Internet che può essere aggiornato senza
conoscenze informatiche grazie ad una piattaforma di blogging e i cui
interventi sono ordinati in ordine cronologico inverso. Ogni intervento
pubblicato sul blog si chiama post (da cui anche il verbo postare).
I blog sono di diverso genere e ad ognuno di essi possono essere
associate motivazioni diverse. Abbiamo ad esempio i blog personali,
molto simili a diari in rete, i blog monotematici, ad esempio su un
hobby, scritti da appassionati per condividere le proprie esperienze con
altri appassionati, i photoblog di fotografi professionisti o
amatoriali, gli urban blog in cui si parla e si condividono pensieri,
esperienze e immagini di uno specifico territorio e si fa
socializzazione diretta, i blognovel, in cui i romanzi vengono
pubblicati “a puntate”, post dopo post come nei vecchi feiulletton (in
Italia abbiamo casi editoriali famosi come il diario di Melissa P “100
colpi di spazzola prima di andare a dormire” o “La ballata delle prugne
secche” di Pulsatilla), ecc… Ognuno di questi blog ha autori, scopi e
pubblici diversi, dal narcisismo di voler apparire, spesso tipico degli
adolescenti, alla voglia di condividere esperienze con altri. Una
categoria particolare di blog sono i Corporate Blog (di cui parleremo
dettagliatamente oltre), cioè blog tenuti da aziende o con fini
commerciali o comunque per entrare in relazione con i propri clienti
attuali e potenziali.
Secondo un recente studio, i blog sono attualmente 184 milioni nel mondo
ed hanno un pubblico di 346 milioni di lettori; inoltre il 77% degli
utenti attivi in Internet legge i blog. L’insieme dei blog forma la
blogosfera e deve ormai entrare a far parte del media mix delle aziende.