Cosa ci nasconde internet?
da: internazionale.it
In una conferenza un giornalista chiese a Mark Zuckember (fondatore di Facebook), quale fosse l’importanza delle News Feeds (le notizie che avete nella home di Facebook).
La risposta? ”Uno scoiattolo che muore di fronte alla tua casa potrebbe essere più importante per i tuoi interessi, rispetto alla gente che muore in Africa”.
Ma un web basato su questa idea a cosa porterebbe?
Probabilmente voi non lo sapete ma Facebook, così come Google, nella vostra home non vi fa vedere tutti gli aggiornamenti, gli stati, le pagine alle quali siete iscritti ma, tramite degli algoritmi, Facebook riconosce quali sono le vostre amicizie più strette e le pagine più viste e vi fa interagire solamente con quelle, senza nemmeno consultarvi. Questo concetto, seppur nato per facilitare e migliorare il servizio, porta l’utente ad interagire sempre con le stesse persone e coltivare sempre gli stessi interessi. In realtà un Social network dovrebbe far in modo che l’utente interagisca con un maggior numero di persone, scovare nuovi interessi, allargare le proprie conoscenze.
Gli algoritmi di Google funzionano allo stesso modo. Se due persone fanno lo stesso tipo di ricerca nello stesso momento riceveranno risultati molto differenti. Questo perchè Google prima di generare i risultati, analizza 57 informazioni provenienti dal vostro computer quali, ad esempio, dove vi trovate, che computer usate, che browser, che sistema operativo, ecc. Recentemente anche Yahoo news e il Washington post hanno cominciato ad usare questo tipo di algoritmi. Il risultato è che ogni utente visualizza notizie che vuole vedere e non le notizie di cui ha bisogno. E questo potrebbe essere un problema!
Mettendo insieme tutte queste restrizioni il risultato è che ogni utente si trova all’interno di un bolla nella quale si trovano informazioni, notizie, ecc. che dipendono da chi sei e cosa fai. L’utente non decide cosa mettere dentro la sua bolla e cosa lasciar fuori, gli algoritmi lo fanno. La cosa più grave è che è impossibile per l’utente guardare al di fuori della propria bolla.
Pensandoci bene anche giornali e televisioni generano, a loro modo, questo tipo di bolla scegliendo le notizie da diffondere. Le scelte però in questo caso vengono generate dal giornalista o dall’editore che ha il controllo dei media. Quindi in realtà è come se passando da un giornale ad internet si passa da un controllore umano, l’editore, ad un controllore automatizzato, l’algoritmo.
Il web, per definizione, “è un servizio di internet che permette di navigare ed usufruire di un insieme vastissimo di contenuti multimediali e di ulteriori servizi accessibili a tutti“. E’ una rete che collega tutti gli utenti, fatta dagli utenti, per gli utenti.
Allora perchè le nostre connessioni devono essere filtrate da algoritmi automatizzati che decidono per noi cosa sapere o cosa ci piace?
Il web è nato per connettere gli utenti gli uni con gli altri e i vari Google, Facebook, Yahoo stanno tagliando alcune di queste connessioni tramite i loro algoritmi. Personalmente penso che l’utente debba almeno avere una qualche forma di controllo sulla propria esperienza online. Lo scopo del web è quello di introdurre le persone a nuove idee, nuove prospettive.
“Non avrebbe senso un web di una sola persona”
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