Breve riassunto del caso De Magistris
Tratto da Wikipedia
L'inchiesta Poseidon
È un'indagine lanciata nel maggio 2005 per un presunto uso illecito di
denaro pubblico legato agli aiuti comunitari per 200 milioni di euro.
Associazione a delinquere finalizzata alla truffa è il reato ipotizzato
dalla Procura di Catanzaro nei confronti del generale della guardia di
finanza Walter Cretella-Lombardo, consigliere del vicepresidente dell'Unione
europea e commissario europeo alla Giustizia, Franco Frattini. La Procura
calabrese ha fatto perquisire l'abitazione romana dell'alto ufficiale ed il
suo ufficio ad Ostia e sequestrato computer, cd rom e documentazione
cartacea.
Le perquisizioni sono iniziate in seguito al ritrovamento a casa di uno
degli indagati, Giovambattista Papello, ex sub-commissario per l'emergenza
ambientale della Regione Calabria, di un biglietto da visita dell'ufficiale,
con sopra scritto a mano il suo numero del telefono cellulare. A Papello
furono trovate, tra l'altro, delle intercettazioni illegali di colloqui
telefonici, risalenti al novembre 2004, dell'ex presidente dell'ANAS,
Vincenzo Pozzi, con il segretario dei Democratici di Sinistra, Piero
Fassino, e con Pietro Folena. Tra il materiale, gli investigatori trovarono
anche il biglietto da visita del generale Cretella-Lombardo che comanda la
Scuola di polizia tributaria delle Fiamme gialle, che ha sede ad Ostia, ed
all'epoca comandava il secondo reparto della guardia di finanza addetto alla
collaborazione internazionale e all'interscambio con le polizie di altri
paesi. L'inchiesta Poseidon riguarda una serie di presunti illeciti nella
gestione dei finanziamenti nella depurazione.
Tra gli altri sono indagati il segretario dell'UDC, Lorenzo Cesa, in qualità
di socio di una società che avrebbe ricevuto un finanziamento per realizzare
nel cosentino uno stabilimento per la produzione di dvd, poi realizzato
soltanto in parte e nel quale non sarebbe mai stata avviata la produzione;
l'ex presidente della Giunta regionale della Calabria, Giuseppe
Chiaravalloti, attuale vicepresidente dell'istituto Garante per la privacy,
l'ex assessore regionale all'Ambiente, Domenico Basile, uno degli uomini di
punta di Alleanza Nazionale in Calabria. Le indagini condotte dai
carabinieri ruotano attorno alla destinazione ed all'utilizzo di duecento
milioni di euro ed hanno preso spunto dalla relazione del 2004 della sezione
regionale di controllo della Corte dei conti.
L'OLAF, l'agenzia antifrode dell'Unione europea, ha contestato un
reato di frode comunitaria a Papello, Cesa e Fabio Schettini, già segretario
dell'ex ministro di Forza Italia Franco Frattini, oggi commissario europeo.
L'inchiesta è stata sottratta a De Magistris dal procuratore Mariano
Lombardi per presunte irregolarità procedurali.
L'inchiesta SbP
L'inchiesta verte su contributi europei chiesti per l'avvio di una attività
imprenditoriale in Calabria che avrebbe dovuto creare occupazione per 40
persone. Nell'inchiesta risulta indagato anche il segretario dell'UDC
Lorenzo Cesa.
L'inchiesta Why not
Per approfondire, vedi la voce Why not.
L'inchiesta, chiamata Why Not dal nome di una società di lavoro interinale
la cui attività rappresenta uno dei filoni principali dell'indagine, ha
registrato un momento di svolta il 18 giugno 2007 quando il pm De Magistris
ha fatto eseguire dai carabinieri 26 perquisizioni nei confronti di
altrettanti indagati. Tra loro anche Pietro Scarpellini, consulente "non
pagato", come precisò all'epoca Palazzo Chigi, della Presidenza del
Consiglio. Nell'inchiesta risultano indagati, inoltre, Luigi Bisignani,
consulente della Ilte spa, ed il senatore Giancarlo Pittelli, di Forza
Italia. Un ruolo centrale nella vicenda sarebbe stato svolto
dall'imprenditore Antonio Saladino, ex presidente della Compagnia delle
opere della Calabria. L'inchiesta ruota attorno anche a presunti contatti
tra Saladino e l'allora presidente della Commissione Europea Romano Prodi.
Negli atti dell'inchiesta figurano anche alcune intercettazioni telefoniche
riguardanti colloqui tra il ministro della Giustizia Clemente Mastella e
l'imprenditore Antonio Saladino. Proprio Clemente Mastella ha chiesto il
trasferimento di De Magistris e il CSM ha rimandato il trasferimento a
dicembre 2007. Alla fine sia De Magistris che i suoi collaboratori sono
stati rimossi dall'inchiesta creando un caso nazionale che ha fatto
intervenire anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il pm
De Magistris e il ministro Mastella, per motivi opposti, sono stati entrambi
oggetto di minacce.
Altri indagati nell'inchiesta sono il generale Paolo Poletti, capo di Stato
Maggiore della Guardia di Finanza, Nicola Adamo (Ds), in quella fase
vicepresidente della Regione Calabria, Mario Pirillo (ex-Margherita, poi Pdm),
assessore regionale all'agricoltura e un consigliere regionale dei Ds,
Antonio Acri.
Il 19 ottobre 2007 la procura di Catanzaro, nella persona di Dolcino Favi
(avvocato generale dello Stato e procuratore generale reggente a Catanzaro)
ha avocato a sé, per presunta incompatibilità, l'inchiesta, sottraendola a
De Magistris. Il Pg facente funzioni ha inoltre disposto che la notizia
venisse ufficialmente comunicata al P.M. solo il 22 ottobre. De Magistris
dichiarerà infatti in un'intervista a Repubblica di esserne venuto a
conoscenza dalla stampa.
L'inchiesta Toghe lucane
De Magistris sta attualmente indagando sul caso denominato Toghe lucane.
Secondo il giudice un "comitato d'affari" comprendente politici, magistrati,
avvocati, imprenditori e funzionari avrebbe gestito grosse operazioni
economiche in Basilicata. La guardia di Finanza ha perquisito nei primi mesi
del 2007 le abitazioni e gli uffici del sottosegretario allo Sviluppo
economico, Filippo Bubbico (Ds), del procuratore generale di Potenza,
Vincenzo Tufano, dell'avvocato Giuseppe Labriola e della dirigente della
squadra mobile di Potenza, Luisa Fasano.
Le ipotesi di reato addotte da De Magistris sono quelle di abuso d'ufficio
per Tufano; corruzione in atti giudiziari e associazione per delinquere per
Labriola; abuso d'ufficio per Fasano; abuso d'ufficio, associazione per
delinquere e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche
per Bubbico che è stato presidente della Regione Basilicata.
Nell'inchiesta sono indagati uomini politici, amministratori, imprenditori,
funzionari e magistrati in servizio in Basilicata (fra questi ultimi, uno ha
lasciato la magistratura e altri sono già stati trasferiti in altre sedi dal
Consiglio Superiore della Magistratura).
Bubbico, si legge nel decreto di perquisizione redatto dal pm di Catanzaro
De Magistris, è "il punto di riferimento politico apicale, unitamente ad
altri appartenenti alla politica", nel "comitato di affari" al centro
dell'inchiesta. L'inchiesta avrebbe messo in luce, sempre a carico di
Bubbico - che è stato presidente della Giunta regionale della Basilicata
nella passata legislatura - "una logica trasversale negli schieramenti", con
il "collante degli affari".
Il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha chiesto al Consiglio
Superiore della Magistratura il trasferimento cautelare d'urgenza di De
Magistris, per presunte irregolarità nella gestione del caso Toghe lucane.
Il trasferimento
Il 21 settembre 2007, il ministro della Giustizia Clemente Mastella ha
chiesto al CSM il trasferimento cautelare di De Magistris e del procuratore
capo Mariano Lombardi. La richiesta venne proposta a seguito
dell'istruttoria condotta dagli ispettori del ministero negli uffici
giudiziari di Catanzaro e di Potenza: gli ispettori ritennero di aver
rilevato "gravi anomalie" nella gestione del fascicolo "Toghe lucane",
contestando a De Magistris il suo rifiuto a riferire gli sviluppi
dell'inchiesta al procuratore capo Lombardi.
Il CSM si è dapprima riservato di decidere il 17 dicembre 2007;
successivamente ha rinviato la decisione, per approfondire ulteriormente la
situazione, al 18 gennaio 2008. In tale data è stato disposto il
trasferimento di Luigi De Magistris da Catanzaro e dalle funzioni di
pubblico ministero: si tratta di una pena accessoria rispetto alla condanna
principale di censura. La notizia è giunta, tra l'altro, il giorno seguente
alle dimissioni del ministro Mastella.
De Magistris, contemporaneamente, è stato assolto dall'accusa di non aver
adottato le misure necessarie per impedire la "fuga di notizie"
sull'inchiesta Why Not e da quella di aver avuto "rapporti disinvolti" con
la stampa.
Il provvedimento non è immediatamente operativo, quindi sarà subordinato
alla pronuncia definitiva da parte delle sezioni unite civili della Corte di
Cassazione, di fronte alle quali il pm potrà richiedere l'impugnazione del
verdetto del CSM.
Interrogazioni parlamentari
Dal 2003 è oggetto di interrogazioni parlamentari che ne sostenevano
l'incompatibilità ambientale e ne chiedevano l'allontanamento da Catanzaro.
In una di queste interrogazioni l'allora senatore di Alleanza Nazionale
Ettore Bucciero ha chiesto e ottenuto - nel gennaio 2006 - un'ispezione
ministeriale a carico del PM. Provvedimenti avvenuti in concomitanza con due
delle sue indagini, Poseidon e Why Not (entrambe sottrattegli), in cui stava
indagando su personaggi politici di spicco, mafia e massoneria. L'attività
del dottor De Magistris si è scontrata più volte con il mondo politico e
parte della stampa ha sottolineato che da parte degli organi di potere vi
sono stati tentativi di fermare le sue inchieste, altri giornali hanno
invece criticato più o meno aspramente il suo operato. Sul tema, molto
controverso, sono state presentate anche interrogazioni parlamentari a lui
favorevoli, dal deputato Falomi di Rifondazione Comunista con risposta del
sottosegretario Li Gotti in appoggio a Luigi De Magistris.
Arrivo in politica
Il 17 marzo del 2009, con un post sul blog di Antonio Di Pietro, Luigi De
Magistris annuncia il suo arrivo in politica. Si unirà all'Italia Dei Valori
per le elezioni Europee del 2009. Lasciando, così, "un lavoro al quale ho
dedicato quindici anni della mia vita e che è stato il mio sogno, come ha
detto qualcuno, la missione di questi anni". E rammenta che è "stato in
qualche modo ostacolato" nelle attività di Pubblico Ministero "che non mi è
più possibile esercitare da alcuni mesi. Quello che ancora mi inquieta di
più, in questo momento storico, è l'attività di delegittimazione, di
ostacolo e di attacco nei miei confronti e della mia professione, e nei
confronti di tutti coloro che hanno cercato, in questi mesi, in queste
settimane e in questi anni di accertare i fatti. Da ultimo, quello che è
accaduto ai magistrati di Salerno che sono stati o sospesi o esiliati in
altre parti del territorio nazionale.
Caso De Magistris: le ragioni della mia
candidatura e i perchè della mia delegittimazione
Luigi De Magistris intervistato da Antimafia Duemila a Fano il 17 marzo 2009
Organizzato dall’associazione “Res-Publica” e al quale hanno partecipato
come relatori anche Salvatore Borsellino, Emiliano Morrone e Francesco
Saverio Alessio, questi ultimi due autori del libro La società sparente.
Ad accogliere il Dott. De Magistris una sala gremita (quasi mille persone),
che ha ascoltato con estrema attenzione le motivazioni che lo hanno spinto
ad accettare la proposta dell’on. Di Pietro. Applaudendo la scelta e
comprendendone le ragioni profonde, seguite alla lunga serie di violenti
attacchi perpetrati contro di lui e contro le sue indagini e alle immotivate
sanzioni disciplinari con le quali si è, a tutti gli effetti, fermato il suo
lavoro. E proprio mentre dalle sue inchieste emergeva l’esistenza, in
Italia, di una nuova P2, ancora più organizzata e pericolosa della prima
proprio perché infiltrata in settori determinanti della magistratura.
Vi proponiamo, di seguito, l'intervista nella quale il Dott. De Magistris
spiega i motivi della sua scelta. Sicuramente sofferta, visto il vero e
proprio “amore”, come lui lo stesso lo definisce, per il lavoro di
magistrato che è stato costretto a lasciare. Ma anche, sicuramente,
determinata, come determinata è la sua volontà di proseguire nella ricerca
della Verità su tutti i misteri che caratterizzano il nostro Paese, a
partire dalle stragi del ’92 e del ’93, e su quegli intrecci di potere
occulto che, di fatto, continuano a governarlo. Mentre da certa politica
partono già i primi, più che prevedibili attacchi, che per decenza, per ora,
preferiamo non commentare.
Al dottor De Magistris tutto il sostegno e l’augurio di buon lavoro dalla
redazione di
ANTIMAFIA Duemila
e di Pubblinet Switzerland
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