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Anatomia di
Berluscolandia
Fonte: El Pais - Miguel Mora 07/06/2009
Decine di voli di stato e privati portano ogni fine
settimana in Sardegna un esercito di bellezze che intrattengono il capo
del governo italiano ed i suoi amici. Dopo le accuse della first lady e
del "Noemigate", l'Italia rivela al mondo il suo clima di basso impero.
Costerà caro a Berlusconi?
Giardini infiniti, laghi artificiali, organi sessuali all'aria, giochi
lesbici, effetti speciali, pizza e gelato gratis... Una residenza
geriatrica ricolma di corpi stupendi. Le fotografie censurate in Italia
per iniziativa di Silvio Berlusconi mostrano la routine disinibita
dellla villa sarda del capo del governo, nella Costa Smeralda della
Sardegna.
Lunedí 1, giardini del palazzo presidenziale del Quirinale, festa della
Repubblica: centinaia di personalità del regime salgono a salutare il
premier, braccato dalle reazioni suscitate dalle notizie sulla sua
amicizia con Noemi Letizia, una giovane di 18 anni. Un 70% di queste
personalità si dirige a salutare Berlusconi con la figlia a bracetto,
invece della moglie. Benvenuti in Berluscolandia, il paese in cui tutte
le ragazzine vogliono diventare veline.
Visitiamo adesso Villa Certosa, la misteriosa residenza sarda del
magnate milanese, che è anche premier e attuale presidente di turno del
G-8, e leader eletto per alzata di mano del partito del Popolo per la
Libertà. Da quando si è saputo che
Noemi
Letizia, la ragazza che chiama Berlusconi Papi, ha trascorso lo
scorso capodanno nella villa con altre 30 veline, tutti gli italiani
fantasticano con questo nome: Villa Certosa.

La tenuta è il sogno di ogni camorrista, specialmente se si trova in
prigione: ulivi e palme, piscine ovunque, gelati e pizza gratis, laghi
artificiali, un anfiteatro in cui suona e canta le sue canzoni
napoletane l'indimenticabile Mariano Apicella, che ha pubblicato due cd
con parole di Berlusconi.
Il mare turchino, la grande casa principale, le stanze segrete, il
canale sotterraneo che comunica direttamente la villa con il mare -
ispirato a un film di James Bond ?, il parco di sessanta ettari, i
bungalow che il padrone di casa mette a disposizione delle sue ospiti
(sempre piú numerose le ragazze che gli uomini, in un rapporto di 4 a
1), tutto ciò riformato e rinnovato nel 2006 al modico prezzo di 12
milioni di euro.
Una fonte di piena fiducia, inoltre, assicura che la villa nasconde un
rifugio atomico nel sottosuolo e che le provviste vengono rinnovate ogni
poco. E poi ci sono le veline, quelle bellezze che, può darsi,
riusciranno forse a far conoscere questo strano periodo della storia con
il nome di berlusconismo-velinismo.
La bellezza della parola velina è tanto suggestiva quanto la sua
origine: la velina era la nota che veniva inviata ai giornali
dall'ufficio censura del fascismo, e nella quale si indicava cosa si
potesse scrivere e cosa no. Questo carattere di cosa fuori contesto è
stato applicato, con il passare del tempo, alle assistenti della
televisione che comparivano in zone estranee al loro compito di elemento
decorativo, ad esempio vicino al tavolo in cui il giornalista legge le
notizie. "Arriva la velina ". Fino ad oggi.
Anche se è sempre stato il segreto di Pulcinella, l'Italia è convissuta
senza alcun ritegno morale con il fatto che Silvio Berlusconi abbia
conosciuto, corteggiato, invitato, raccomandato, assunto, aiutato e
promosso centinaia di veline lungo la sua carriera politica. L'elenco è
troppo lungo ed anonimo per poter riprodurlo qui.
Durante una decade di visite, feste e gite, quasi tutte, e molte altre,
saranno logicamente passate da Villa Certosa. I migliori corpi
dell'Italia. I visi più innocenti e più belli. Aspiranti modelle,
attrici, vedettes, majorettes, presentatrici. Ragazze giovanissime, dai
17 e 18 anni fino ai 28 o 29, non oltre: farfalle appena uscite dalla
crisalide famigliare che sono entrate a far parte dell'harem dello
sceicco. "Quando le accoglie al suo seno", rivela Concita de Gregorio,
direttrice de L'Unità, "offre loro un gioiello a forma di farfalla, a
modo di contratto o sigillo. È il segno del sultano"
La politica-spettacolo di Berlusconi, il suo atteggiamento personalista
e plebiscitario, il fascino del magnate generoso e donnaiolo, hanno
sedotto durante quindici anni le masse di telespettatori e votanti
italiani con le sue battute, il suo stile maschilista, le sue gaffe, la
sua ascensione sociale, i suoi trionfi elettorali, persino le vittorie e
gli ingaggi delle sue squadre di calcio (questa settimana ha paralizzato
fino a lunedí la comunicazione della vendita di Kaká pero no farsi
scappare un solo voto).
Tutto ciò forma parte naturale del suo bagaglio a-politico ed
a-culturale, del suo populismo aperto e mondano che, paradossalmente, si
appoggia a sua volta in un non-programma non-politico, tradizionalista e
cattolico, lontamente ispirato alla trinità "Dio, patria e famiglia". Ci
sarebbe da aggiungere: "e veline".
Villa Certosa è il simbolo dello status del Cavaliere piú discreto, il
suo rifugio non solo nucleare. È il suo tesoro, il suo segreto meglio
mantenuto, il luogo in cui quest'uomo di quasi 73 anni, multimiliardario
e prepotente, simpatico e mediatico, riceve le sue amiche ed i suoi
amici, svolge consigli di ministri informali, chiude o prepara affari o
imprese politiche, riceve i lider della destra mondiale, cura le sue
crisalidi, siede le sue veline sulle ginocchia mentre la mano indaga
sotto la maglietta e le passeggia nel carrello da golf lungo il parco,
zona militarizzata e segreto di Stato (ma non troppo) dal 2006.
A giudicare dalle foto di Antonello Zappadu, Villa Certosa è anche il
luogo in cui il magnate megalomane, il personaggio eccessivo, comico e
mitomane, dimentica di essere un vecchio (e che dieci anni fa ha
abbandonato la camera matrimoniale) e diventa di nuovo il macho, lo
sceicco dell'harem, il Super-Silvio sempre abbronzato ed operato (anche
della prostata), mentre l'Italia sussurra preoccupata che prende troppa
viagra e che i dottori temono per il suo cuore.
Villa Certosa è anche il posto in cui la sua amica Noemi Letizia, 18
anni appena fatti, è stata invitata a trascorrere le vacanze di
Capodanno con altre trenta colleghe ed una decina dei grandi uomini del
berlusconismo, quasi tutti settantenni come lui: gerontocrazia e ragazze
stupende.
Come afferma il filosofo Paolo Flores d'Arcais, "bisogna chiedersi non
che cosa succede o sia successa a Villa Certosa, ma che cosa sarebbe
successa negli Stati Uniti se venisse a sapersi che Obama ha trascorso
le vancanze natalizie con 30 vedettes di 18 anni e senza sua moglie; o
in Germania se venisse scoperto che Angela Merkel trascorre le vacanze
con 30 gigoló ben piantati".
Nel caso di queste giovani donne italiane si tratta di realizzare un
sogno, di raggiungere la meta: conoscere Silvio e i suoi poderosi amici,
lavorare alla televisione e forse arrivare anche in politica, il che nel
paese della RAI e di Mediaset controllate dallo stesso uomo sono una
sola cosa.
Molte di queste ragazze si sono limitate, tragicamente, a impersonare il
modello dei loro genitori, il conformismo di questa disillusa
generazione post-68 che è rimasta rimbambita davanti alla televisione
negli anni ottanta e novanta, guardando come si dissolveva la Democrazia
Cristiana, come si esiliava Bettino Craxi, come la, in altro tempo
brillante sinistra italiana diventava, dopo la caduta del Muro di
Berlino, una casta oligarchica, noiosa e lontana dai bisogni della
gente.
Ad alcuni sembrerà ripugnante, ad altri pragmatica ed umana, questa idea
del mondo e dell'ascesa sociale. Ma, esiste un modo migliore per
trionfare nell'Italia della televisione che l'essere vicino, molto
vicino, al grande padrone della televisione europea, forse mondiale?
Berlusconi, lo ha scritto Eugenio Scalfari, è il Re Sole. Come dice un
politico sardo, "se ti avvicini al sole, il sole ti illumina e ti
riscalda". E secondo quanto sostiene un altro maestro di giornalisti,
perseguitato dalla destra, Giancarlo Santalmassi, "mezza Italia lavora
per Berlusconi, l'altra metà lo desidera"
Visitare Villa Certosa assicura alle ragazze un posto vicino al sole, un
telefono al quale chiamare, forse una raccomandazione dell'imperatore,
un pollice in su, un casting al quale presentarsi di ritorno da Roma o
da Milano, domenica notte o lunedì mattina, dopo le lunghe e divertenti
notti, le chiacchere politiche di Silvio, le passeggiate per fare
acquisti al centro commerciale di Porto Rotondo (paga Papi, fino a 1.500
euro per ragazza), i balli sfrenati, qualche striptease piú alcolico che
pagato, il maschilismo nella sua indole peggiore.
Non è facile trovarsi fra le elette, arrivare alla categoria di vestale
di Villa Certosa, insiste il politico sardo, che preferisce non
identificarsi per motivi di sicurezza: "Chi va nella villa conta; chi
dorme lì, conta molto, e chi ci passa le vacanze, è nel cuore del
Cesare".
Il Cesare, che ha iniziato la sua carriera nell'edilizia, ha altre sette
ville in Sardegna, un'altra ad Antigua, innumerevoli ville a Roma e a
Milano; ma Villa Certosa è la misura di tutte le cose. Anche i ministri
e le ministre del Gabinetto si dividono fra i molto assidui (come il
silenzioso Gianni Letta) e gli occasionali, che sono andati solamente
una volta o lo hanno fatto per partecipare a qualche consiglio di
ministri (o di amministrazione) fuori stagione.
Fra le ministre, quella che ci è stata piú volte è Mara Carfagna,
ministro delle Pari Opportunità, cui onora la sua fedeltà, poichè è
stata l'unica ad osare difendere i suoi atti riguardo all'assurdità del
Noemigate. Secondo lei, coloro che combattono e criticano Berlusconi lo
fanno per invidia e senza ragione, dato che è una persona "buona".
Per le ragazze, la miglior forma di entrarci è captare l'occhio esperto
del vecchio scapestrato. Come è accaduto a Noemi o alla stessa Carfagna
e a decine di ragazze. Noemi, una dolce giovinetta cresciuta in ambienti
prossimi alla Camorra napoletana, voleva diventare artista. E così
dunque, si è fatta fare un libro di fotografie e lo ha inviato ad
un'agenzia di Roma. Il giornalista di Canale 4 Emilio Fede, amico intimo
di Berlusconi, lo ha preso, lo ha portato via con sé, e se lo è
scordato, guarda caso, sul tavolo; il suo capo ha preso il telefono ed
ha fatto il numero del cellulare della giovane. Le ha detto che aveva
uno sguardo angelico e che doveva mantenersi così, pura.
Questo è successo a ottobre, ha rivelato Gino, l'operaio fidanzato a
Naomi fino a quando è arrivato Papi, in una intervista concessa a La
Repubblica. Poco dopo Noemi è stata vista in una festa della moda a
Villa Madama, in un'altra del Milan. In entrambe le occasioni è stata
fatta sedere al tavolo presidenziale. Secondo quanto raccontato sia da
Berlusconi che dai suoi genitori, l'amicizia era di vecchia data; Gino
ed una zia di Noemi lo hanno smentito.
Fatto sta che, a dicembre, Noemi si trovava già a Villa Certosa con la
sua amica Roberta, una delle tre amiche insieme alle quali ha girato un
video domestico, disponibile ormai su Youtube, nel quale si dichiarano
fantastiche e irraggiungibili. Anche se, a pensarci bene, forse era
prima, perchè la stessa Noemi ha dichiarato, quando ha iniziato ad
essere famosa, che aveva visto spesso Papi, che lui non sempre poteva
andare a Napoli, occupato com'era, e che i due cantavano assieme le
canzoni di Apicella. Adesso la ragazza, in un ulteriore disperato
tentativo di mettersi al riparo, ha dichiarato in un'intervista per la
rivista Chi, proprietà di Berlusconi naturalmente, che è ancora vergine.
Un'altra forma di arrivare a Villa Certosa, di raggiungere il rango di
farfalla e passare a far parte della collezione del grande entomologo, è
conoscere gli amici del Sultano. Meglio ancora se sono imprenditori VIP
della cerchia strettamente giudiziaria (il giudiziario unisce molto),
Marcello dell'Utri, condannato a 9 anni in primo grado per complicitá
con la mafia; il padrone della scuderia Renault e compagno di fatiche
off shore Flavio Briatore (che ha raccomandato a Berlusconi l'avvocato
britannico David Mills, creatore corrotto dell'impero Fininvest B), o il
compiacente Fede Confalonieri, presidente di Mediaset.
È anche utile conoscere quei brillanti giornalisti della terza età,
stelle fulgenti del firmamento televisivo filogovernativo, persone come
Fede (autore del telegiornale più surrealista del continente), o come il
sempre genuflesso Bruno Vespa, capace di intervistare il padrone dodici
volte all'anno ed eludere sempre la domanda scomoda.
Tutti coloro conformano l'essenza del berlusconismo-velinismo, e in
quanto tali frequentano da anni il padrone. Cercano sicurezza, amiconi,
calma, relax e bei corpi per mitigare lo stress e l'estenuante esercizio
della politica, la corruzione o il sempre faticoso (per le vertebre)
giornalismo da camera.
Ci sono, chiaro è, vie intermedie, provveditori diversi, amanti dello
sport del gineceo, mamme mezzane pronte a rinnovare gratis il corpo di
magia del prestigiatore, ministri, viceministri e segretari di Stato
pronti ad aggiungere novità alle serate, l'enorme cerchia fatta di
figlie di amici, conoscenti, vassalli, impiegati, quella mancia di curve
promettenti data al portinaio, la guardia del corpo, la cuoca, la cugina
del carabinierie, l'aspirante modella che invia le sue fotografie via
e-mail a Palazzo Chigi, insieme al numero del suo cellulare scritto con
una grafia che imita il rossetto.
Tutta Italia sta al gioco, tutto il paese lo sa; il problema è che tutti
lo raccontano, ma nessuno lo dice con il suo nome. Satrapi, imperatori,
monarchi e commendatori hanno storicamente riempito di ragazzine i suoi
salotti, ma adesso la gente ha paura, l'omertà è condizione
indispensabile perchè l'ipocrisia non finisca, perchè l'informazione sia
tenuta sotto il controllo diretto o indiretto dell'imperatore
(pubblicità istituzionale, sovvenzioni pubbliche, promesse, crediti...),
se qualcuno cerca di uscirne può rimetterci l'impiego, la Chiesa di Roma
non deve saperlo (e per questo si accontenta solo di reclamare
sobrietà), ed inoltre c'è la crisi e viviamo in un pase sotterraneo per
definizione, questo meraviglioso belpaese che si è sempre dichiarato
fiero della sua arte domestica di arrangiarsi improvvisando, "O Francia,
o Spagna basta ch'as magna".
L'entrata delle veline televisive in politica, che si trova all'origine
di questa crisi morale, era la conseguenza inevitabile della storia, del
sistema. Forza Italia non è mai stato un partito, ma un gruppo di
tifosi, di impiegati comandati da Dell'Utri che nel 1994 ha reclutato in
fretta e furia tutte le segretarie di Publitalia per compilare in tempo
le liste. Nemmeno il suo sucessore, il Popolo della Libertà, è un
partito, ma un alluvione di consiglieri mediocri, gestori sommessi e bei
visi senza tradizione, ideologia, basi. La televisione e la pubblicità
come unica politica; e la politica si fa in televisione. Italia continua
ad essere il paradiso della raccomandazione, chi non ha un amico è
orfano, ed il grande capo si chiama Silvio. Silvio aggiustatutto.
Ascoltate l'ex professoressa di Noemi Letizia: "È molto logico, lui la
aiuterà, a tutti conviene avere amici, un medico che ti scrive le
ricette".
Il benefattore è Berlusconi; le scuole e le case sono pieni zeppi di
belle Uranite, e il luogho in cui si mettono sotto tiro è Villa Certosa.
Elisa Alloro, una delle veline che sono state nella casa madre, ha
pubblicato questa settimana un interessante libro intitolato Noi, le
ragazze di Silvio. In esso rivela che anche lei e non solo lei, chiama
Berlusconi Papi da molto prima che facesse la sua apparizione nella vita
del Cavaliere la cenerentola Noemi.
"È una miniera di saggezza" scrive sul lider massimo la velina
giornalista, 32 anni. Nata a Reggio Calabria, Alloro ha partecipato al
corso di formazione politica di 25 giovani veline organizzato in vista
delle elezioni europee dal PDL, con professori ilustri, fra gli altri il
ministro degli Esteri, Franco Frattini, e il vicepresidente
dell'Europarlamento, Mario Mauro, a richiesta del primo ministro.
Presentatrice, Alloro è stata prescelta dal Cavaliere insieme a, fra le
altre, Eleonora Gaggioli, aspirante attrice; Camilla Ferranti, aspirante
presentatrice, Angela Sozio, rossa di Grande Fratello fotografata da
Zappadu nel 2007 sulle ginocchia del premier (insieme ad altre quattro),
e Barbara Matera, partecipante del concorso Miss Italia della Puglia,
amica del dottor Letta e finalmente (dopo l'"io accuso" di Verónica
Lario) l'unica candidata velina fra le 25 precandidate.
La prima a chiamare Berlusconi Papi, rivela Alloro, è stata Renata, una
velina brasiliana e milanista. Il soprannome si è espanso come un virus.
"E adesso, molte ragazze si rivolgono a lui con questo nome; "è
un'abitudine, forse il frutto di un accordo tacito, una specie di nome
in codice nato, forse, dall'atavico timore ad essere intercettati (dagli
ascolti telefonici)", dice a Il Corriere della Sera.
Il libro, di 100 pagine, è scritto sotto forma di lettera a Verónica
Lario, rifiuta le accuse di "ciarpame" e difende il capo: "Ogni minuto
passato con lui è come un dono divino". Il suo racconto narra che ha
conosciuto Berlusconi nel 2004, mentre lavorava a Mediaset. Doveva
intervistarlo sul ponte dello Stretto di Messina, ma in un batter
d'occhio si è vista catapultata in Sardegna, "ad un pranzo di lavoro con
professionisti dello staff presidenziale, io l'unica donna", scrive Il
Corriere.
Sono partiti insieme dall'aeroporto romano di Ciampino, sede dei voli di
Stato, a bordo dell'aereo presidenziale; durante il viaggio ha scoperto
che Berlusconi sapeva tutto su di lei ("mi ha fatto vedere un voluminoso
dossier"), e gli ha fatto un'offerta di lavoro che lei ha rifiutato. "Mi
ha spiegato che stava organizzando una task force di 50 giovani
giornaliste per stabilire un ufficio stampa ponte tra Roma e Bruxelles.
Al tuo curriculo converrebbe enormemente, mi disse..."
Finito il pranzo, di nuovo in volo nell'aereo di stato verso San Siro,
dove giocava il Milan. Scorta di auto ufficiali, sirene spiegate e poi
di nuevo in viaggio aereo verso Ciampino. Dopo aver lasciato Mediaset,
Elisa ha continuato a vedere Berlusconi: "Alcune volte mi ha invitato ad
andare a Villa Certosa, assistere a cene con decine di invitati". Di
Noemi ha un vago ricordo: "Ci hanno presentato fugacemente nel trascorso
di una festa", racconta.
Ma impossibile dimenticare, scrive, le due gemelline montenegrine che
hanno inscenato "un ballo pazzo e spropositato davanti agli occhi di un
costernato primo ministro". E le altre apparizioni non annunciate,
femminili e no, alla porta della sue stanze".
Questa è l'Italia, lo ha già detto la first lady Verónica Lario, molto
meno indispettita che stanca, Lisistrata, patriota e rivoluzionaria, nel
condannare il marciume del berlusconismo-velinismo: "Genitori pronti ad
offrire al Drago le loro vestali", "ciarpame politico e maschilista
senza pudore", un marito e premier che "frequenta minorenni e non sta
bene". Impossibile dire di piú con meno parole.
Lo staff del Cavaliere è attento alle sue necessità. I giornalisti che
seguono le mosse del premier raccontano che c'è una bella ragazza nella
sua squadra stampa che viaggia con lui ovunque, anche se non sa fare un
bel niente. La sua consulente d'immagine copre le debolezze alla meglio
e cerca di fare in modo che il Cesare sembri onesto.
C'è un altro personaggio misterioso, una donna quarentenne, bruna,
bella, vestita sempre con tailleur, che Zappadu ha fotografato molto
spesso nell'aeroporto di Olbia. Si tratta di Sabina Began (SB), la
preferita: i pettegoli romani la chiamano l'ape regina.
Il giorno della Liberazione d'Italia, il 25 aprile 2008, durante i
festeggiamenti per la vittoria elettorale di Berlusconi, il presidente
del Senato, Renato Schifani, Apicella ed altri gerarchi erano circondati
da un mazzeto di ragazze sinuose: Don Silvio non aveva occhi che per SB,
che si è fatta tatuare su una gamba "SB, l'incontro che mi ha cambiato
la vita". Mentre la teneva sulle ginocchia e le canticchiava Malafemmena,
Berlusconi ha detto: "Se ci fosse qui un fotografo questa foto varrebbe
100.000 euro".
Come affermato da Lario, la storia politica in gioco va molto più in là
del caso Noemi; la povera Noemi è solo l'ultima vittima di questo Grande
Fratello. Sará la casa, Villa Certosa, come nelle Mille e una notti, un
bunker di lusso un po'volgare con giochi erotici o è Berluscolandia
qualcosa di peggio e di più lussurioso?
Probabilemente, nessuna e le tre cose insieme, rispondono diverse fonti
sarde e le fotografie di Zappadu, che ci introducono in questo
sottomondo. Berluscolandia è bella, non si può non ammettere, anche se
la natura sarda è molto piú agreste e meno fittizia che nelle cartoline
dall'erba ben segata, quell'orto di erbe medicinali rotondo, quelle
torri di imitazione. La prima cosa che sorprende è la smisuratezza.
Sessanta ettari di terreno sono molti. Soprattutto nella costa Smeralda.
Ci stanno due spiagge private, tre laghi artificiali, mezza dozzina di
piscine, l'anfiteatro in cui si rappresentano gli spettacoli di Apicella
(il cantautore che scrive per Berlusconi), delle ballerine, e delle
bailaoras (il pubblico del flamenco si chiede ancora chi sia e cosa
faceva lì quell'intrusa).
Da una parte della tenuta c'è il Country, uno dei posti prediletti del
premier, una discoteca con candele, tappeti orientali ed un riservato
chiamato Harem. Non soffrano le anime candide. Nessuno delle migliaia di
visitatori di Villa Certosa ha mai parlato di sesso. Lì non c'è sesso.
Al massimo, gelato.
Beppe Severgnini, cronista di Il Corriere, lo ha spiegato in questo
modo: "Villa Certosa sta adottando, nelle fantasie nazionali, una
grandezza leggendaria. Gli amici del protagonista, cercando di
minimizzare, contribuiscono ad arricchire la messinscena. Marcello Dell'Utri:
"C'è una gelateria. Ti servono tutto il gelato che vuoi. Gratis. Se ci
si pensa, è una trovata molto divertente". Flavio Briatore: "C'è il
gioco del vulcano. Si parla del più e del meno e quando il gruppo si
avvicina al lago, Berlusconi fa finta di preoccuparsi, dice che la
Sardegna si trova in una zona vulcanica. E in quel momento si sente
un'esplosione incredibile, ci sono effetti speciali tipo fiamme...".
Sandro Bondi, ministro della Cultura, cercando di spiegare la nudità di
Topolanek, l'ex premier ceco: "Bah... D'altronde, pensate che la villa
si trova a pochi metri dal mare. Un mare, come lei sicuramente sa, di
una bellezza assoluta".
Dell'Utri non ha potuto negare che oltre a gelato e pizza, nella villa
ci sono sempre tante giovinette bellissime che passeggiano, fanno il
bagno, la doccia, si esibiscono. Il più difficile per Berlusconi non
sarà giustificare queste fotografie, che ha già definito "inutili". Il
vero problema sarebbe l'esistenza di altre più compromettenti.
"Berlusconi sa che c'è una talpa a Villa Certosa. Qualcuno ha tradito
dall'interno, ma non sa chi è", spiega Marco Mostallino, un giornalista
locale. "Berlusconi crede che si trova probabilmente tra le guardie di
sicurezza. Non per caso ha accusato sua moglie dal giornale di suo
fratello di farsela con una sua guardia del corpo".
Villa Certosa è vigilata 24 ore su 24 da militari e carabinieri, come
fosse una fortezza. Inoltre, ci sono guardie private ed altre che
arrivano da tutte le parti. La storia della sicurezza nella Costa
Smeralda è collegata all'Agá Jan, il primo promotore turistico della
Sardegna, ed è iniziata con i vigilantes. "Jan ha assunto tutti gli
uomini disponibili, e molti di loro avevano precedenti criminali",
assicura Mostallino.
Alcuni anni dopo, Berlusconi è arrivato all'isola. "È arrivato con suo
fratello Paolo intorno al 1981 o 1982", ricorda il politico sardo. "La
sua idea era di costruire due milioni di metri cubi sul mare, in un
terreno di 200 ettari a sud di Olbia, tra Le Saline e Capo Cerasso. Per
fare impressione, arrivava con due libri enormi che diceva contenevano
la valutazione dell'impatto economico. Viaggiava con un seguito di
architetti, ingegneri, consulenti fiscali, economisti. Fino
all'approvazione del progetto sono passati dieci anni, ed è stato
concesso solo un quarto dell'estensione originale, e questo in montagna,
lontano dal mare. Ma quando è stato approvato non aveva soldi. Era il
1993 e subito dopo è entrato in politica".
Silvio e Paolo hanno costruito la villa nei primi anni novanta. Con il
tempo l'hanno trasformata pian piano in una casa degna di un film di
James Bond. L'ironico Severgnini ha scritto sul Corriere della Sera che
un giorno qualcuno scriverà la storia di Villa Certosa: "La cinica
flessibilità italiana permetterebbe di raccontare molto, se non tutto.
L'ultimo scoglio è la coerenza ufficiale. I politici, anche quelli che
hanno meno pregiudizi, non sono ancora pronti ad ammettere quello che
fanno, perchè hanno paura di venir messi a confronto con ciò che
potrebbero dire, ammettere...
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Roberto Molinari, Milano - 05.06.2009
Non per fare i moralisti, (anche se ci sarebbe
parecchio da dire), ma è piuttosto da chiedersi da chi siamo governati,
da chi siamo legiferati, che affidabilità possiamo aspettarci da un
personaggio del genere. Questo secondo me, è il vero problema.
Pensiamoci un attimo prima di... votare |