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Gabriel Garcia Marquez Biografia Primogenito del
telegrafista Gabriel Eligio García e di Luisa Santiaga Márquez Iguarán,
Gabriel García Márquez nacque ad Aracataca, un paesino fluviale della
Colombia, il 6 marzo di un anno che molte fonti indicano nel 1928. Altre
invece (fra cui gli Oscar Mondadori) smentiscono questa come una
credenza, e affermano che lo scrittore sia venuto alla luce in realtà un
anno prima, nel 1927. Dopo il trasferimento a Riohacha, crebbe con i
nonni materni: il colonnello Nicolás Márquez e sua moglie Tranquilina
Iguarán. |
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| Nel 1967 pubblicò la sua opera più nota: Cent'anni di solitudine un
romanzo che narra le vicende della famiglia Buendía a Macondo. Un'opera
che è considerata la massima espressione del cosiddetto realismo magico.
Una curiosità: il paese immaginario Macondo deve il suo nome ad una zona
vicino al suo paese di origine, dove erano presenti molti vigneti, che
l'autore poteva vedere in treno durante i suoi viaggi. Dal 1975, Márquez vive tra il Messico, Cartagena de Indias, L'Avana e Parigi. Nel 1982, venne insignito del Premio Nobel per la letteratura. Nel 1999 gli viene diagnosticato un cancro linfatico che lo spinge a iniziare a scrivere le sue memorie e nel 2000 il periodico peruviano "La República" diffonde l'errata notizia secondo cui il nobel sarebbe ormai agonizzante. Poco dopo iniziò a circolare in rete uno scritto, "La Marioneta", del quale gli venne attribuita la paternità, quale suo commiato dagli amici più cari. L'errata attribuzione di paternità ebbe una rapidissima diffusione grazie ad internet. In un'intervista al periodico mattutino salvadoregno "El Diario de Hoy", datata 2 giungo 2000, fu lo stesso Marquez a smontare la diceria, affermando, tra l'altro: "Quello che potrebbe uccidermi è che qualcuno creda che io abbia scritto una cosa così kitsch. E' la sola cosa che mi preoccupa". In seguito, Marquez e il vero autore dell'opera, Johnny Welch, si incontrarono, ponendo fine alla querelle. Nel 2002 ha pubblicato la prima parte della sua autobiografia intitolata Vivere per raccontarla. Nel 2005 Marquez, vinta la sua battaglia contro il cancro, è tornato alla narrativa pubblicando il romanzo "Memorie delle mie puttane tristi". Opere Foglie morte (La hojarasca, 1955) Racconto di un naufrago (Relato de un náufrago, 1955) Nessuno scrive al colonnello (El coronel no tiene quien le escriba, 1961) I funerali della Mamá Grande, (Los funerales de la Mamá Grande, 1962) La mala ora (La mala hora, 1962) Cent'anni di solitudine, (Cien años de soledad, 1967) Monólogo de Isabel viendo llover en Macondo, (1968) Racconto di un naufrago (Relato de un naúfrago, 1970) L'incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata (La increíble y triste historia de la cándida Eréndira y de su abuela desalmada, 1972) Cuando era feliz e indocumentado, (1973) Occhi di cane azzurro (Ojos de perro azul, 1974) L'autunno del patriarca, (El otoño del patriarca, 1975) Todos los cuentos (1947-1972), (1976) Cronaca di una morte annunciata, (Crónica de una muerte anunciada, 1981) Textos costeños, (1981) Viva Sandino, (1982) El olor de la guayaba, (1982) El secuestro, (1982) L'amore ai tempi del colera, (1985) Il generale nel suo labirinto (El general en su laberinto, 1989) Dodici racconti raminghi (Doce cuentos peregrinos, 1992) Dell'amore e altri demoni (Del amor y otros demonios, 1994) Notizia di un sequestro (Noticia de un secuestro, 1996) Scritti costieri. 1948-1952 (Obra periodística 1: Textos costeños (1948-1952)) Gente di Bogotá (1954-55) (Obra periodística 2: Entre cachacos (1954-1955)) Dall'Europa e dall'America. 1955-1960 (Obra periodística 3: De Europa y América (1955-1960)) A ruota libera. 1974-1995, (Obra periodística 4: Por la libre (1974-1995)) Taccuino di cinque anni. 1980-1984 (Obra periodística 5: Notas de prensa (1980-1984)) Erendira Chile, el golpe y los gringos Le avventure di Miguel Littín, clandestino in Cile Vivere per raccontarla, (Vivir para contarla, 2002) Memoria delle mie puttane tristi, (Memorias de mis putas tristes, 2004) Diatriba d'amore contro un uomo seduto, (Diatriba de amor contra un hombre sentado, 2007) Fonte:Wikipedia |
“Si congeda un genio”
(La Marioneta) Lo scritto pare però
che sia di Johnny Welch e non di Gabriel Garcia Marquez
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Gabriel García
Márquez si è ritirato dalla vita pubblica per ragioni di salute: cancro
linfatico.
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POVERI ANIMALI! |
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POVERI ANIMALI! |
Dormirei poco, sognerei di più,
essendo cosciente che per ogni minuto che
teniamo gli occhi chiusi, perdiamo sessanta secondi di luce.
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POVERI ANIMALI! |
Se Dio mi desse un pezzo di vita, mi vestirei in modo semplice, e prima di tutto butterei me stesso in fronte al sole, mettendo a nudo non solo il mio corpo, ma anche la mia anima.
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POVERI ANIMALI! |
Dio mio se avessi un cuore, scriverei il mio odio sul ghiaccio e aspetterei l’arrivo del sole. Sulle stelle dipingerei una poesia di Benedetti con un sogno di Van Gogh e una canzone di Serrat sarebbe la serenata che offrirei alla luna.
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POVERI ANIMALI! |
Annaffierei le rose con le mie lacrime per sentire il dolore delle loro spine e il rosso bacio dei loro petali.
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Dio mio se avessi un pezzo di vita, non lascerei passare un solo giorno senza dire alle persone che amo, che le amo. Direi ad ogni uomo e ad ogni donna che sono i miei prediletti e vivrei innamorato dell’amore.
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POVERI ANIMALI! |
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POVERI ANIMALI! |
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POVERI ANIMALI! |
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Ho imparato così tanto da voi, Uomini... Ho imparato che ognuno vuole vivere sulla cima della montagna, senza sapere che la vera felicità sta nel come questa montagna è stata scalata.
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POVERI ANIMALI! |
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POVERI ANIMALI! |
Da voi ho imparato così tante cose, ma in verità non saranno granchè utili, perchè quando mi metteranno in questa valigia, starò purtroppo per morire.
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Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti guardo mentre ti addormenti, ti abbraccerei fortemente e pregherei il Signore per poter essere il guardiano della tua anima.
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POVERI ANIMALI! |
Se sapessi che oggi è l’ultima volta che ti vedo uscire dalla porta, ti abbraccerei, ti darei un bacio e ti chiamerei di nuovo per dartene altri.
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Se sapessi che oggi è l’ultima volta che sento la tua voce, registrerei ogni tua parola per poterle ascoltare una e più volte ancora.
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POVERI ANIMALI! |
Se sapessi che questi sono gli ultimi minuti che ti vedo, direi “ti amo” e non darei scioccamente per scontato che già lo sai.
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POVERI ANIMALI! |
Sempre c’è un domani e la vita ci dà un’altra possibilità per fare le cose bene, ma se mi sbagliassi e oggi fosse tutto ciò che ci rimane, mi piacerebbe dirti quanto ti amo, che mai ti dimenticherò.
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Il domani non è assicurato per nessuno, giovane o vecchio. Oggi può essere l’ultima volta che vedi chi ami. Perciò non aspettare oltre, fallo oggi, perchè se il domani non arrivasse, sicuramente compiangeresti il giorno che non hai avuto tempo per un sorriso, un abbraccio, un bacio e che eri troppo occupato per regalare un ultimo desiderio.
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POVERI ANIMALI! |
Tieni chi ami vicino a te, digli quanto bisogno hai di loro, amali e trattali bene, trova il tempo per dirgli “mi spiace”, “perdonami”, “per favore”, “grazie” e tutte le parole d’amore che conosci.
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Nessuno ti ricorderà per i tuoi pensieri segreti. Chiedi al Signore la forza e la saggezza per esprimerli. Dimostra ai tuoi amici e ai tuoi cari quanto sono importanti.
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POVERI ANIMALI! |
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Johnny Welch Biografia Laureato in giurisprudenza con specializzazione in criminologia, decide
di intraprendere però la strada dello spettacolo. Si concentra sull'arte
della ventriloquia, con la quale da' vita a numerosi personaggi di
successo. Su tutti, brilla quasi di luce propria Don Molfes, vero e
proprio alterego dell'artista. Molto conosciuto anche negli Stati Uniti,
ottiene, a Cincinnati, il "Distant Voice Award", uno dei premi più
ambiti tra gli artisti del settore. Ma la sua fama raggiunge livelli
inaspettati, travalicando i confini nazionali, grazie a un colossale
equivico diffusosi via internet con l'inconsapevole partecipazione di
Gabriel Garcia Marquez. Fonte: Wikipedia |
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