Debito pubblico in real time, Debito pubblico italiano, debito pro-capite, italiani poveri e super tassati

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Il debito pubblico italiano ammonta oggi (01.01.2012) a circa:
1.900.000.000.000 di €
Periodo Incremento giornaliero del debito pubblico italiano Governi in carica
1946 – 1992 circa 47.50 milioni di euro al giorno Governi dell'epoca fino al 7° governo. Andreotti
1992 – 1994 circa 285.00 milioni di euro al giorno governi Amato e Ciampi
1994 – 1995 circa 330.10 milioni di euro al giorno governo Berlusconi I
1995 – 1996 circa 207.30 milioni di euro al giorno governi Dini
1996 – 1998 circa 96.20 milioni di euro al giorno governo Prodi I
1998 – 2000 circa 76.30 milioni di euro al giorno governo D’Alema
2000 – 2001 circa 124.50 milioni di euro al giorno governo Amato
2001 – 2006 circa 124.30 milioni di euro al giorno governo Berlusconi II e III
2006 – 2008 circa 97.50 milioni di euro al giorno governo Prodi II
2008 – 2011 circa 217.80 milioni di euro al giorno governo Berlusconi IV

...e come è evidente, esso continua a salire. Questo significa che ogni italiano, vecchio, giovane (e persino neonato) è già indebitato di oltre 32.000 Euro. Ma la cosa più allarmante è che questo debito continua a salire inesorabilmente!!!   Seguite il video di Oscar Giannino

Analisi dei numeri

Giannino ha scelto come indicatore l’accumulo medio giornaliero di debito pubblico, espresso nell’equivalente in euro di oggi: ebbene, come potete vedere dallo schema pubblicato in alto, durante l’intera prima Repubblica dal 1946 al 1992 l’Italia ha accumulato giornalmente una media di circa 48 milioni di euro di debito. Questa cifra subisce una forte impennata negli anni bui di Tangentopoli, quelli dei governi di emergenza tra il ’92 e il ’94, quando l’Italia si trovò ad affrontare una gravissima crisi monetaria. Un ulteriore aumento arriva con il primo governo Berlusconi, passando da 285 a 330 milioni di euro, mentre con i governi di centrosinistra targati Prodi e D’Alema il debito scende fino a più di un terzo, per poi risalire con il governo Amato e i successivi governi Berlusconi. Con il ritorno di Prodi fra il 2006 e il 2008 si scende a 97 milioni di euro, mentre l’ultimo governo Berlusconi ha riportato la media giornaliera a 217 milioni di euro.

I numeri dunque non mentono: del debito attuale che grava sull’Italia, più del 60% è stato creato durante la Seconda Repubblica. I nostri ‘salvatori della Patria’ hanno in realtà aumentato a dismisura la spesa pubblica come strumento di creazione del consenso. Questo non vuol dire sminuire la responsabilità di coloro che nella Prima Repubblica hanno creato tale sistema, ma evidenzia come la retorica demagogica della Seconda Repubblica sia stato il vero cancro che ha minato il sistema paese. Se mai ce ne fosse stato bisogno, il lavoro di Giannino svela una volta di più tutti i guasti di questo ‘ventennio breve’: non possiamo che sperare adesso che il governo Monti, oltre a risollevare le sorti del Paese, sia in grado di cambiare la mentalità della politica, rinnovare la classe dirigente e stabilire davvero un nuovo corso nella storia repubblicana, facendo da spartiacque tra un prima e un dopo. Un compito improbo, ma sulla quale vale la pena scommettere: è in gioco il nostro futuro.

La Cina è vicina. Anche troppo

Quando l’economia di un Paese è in crisi, spesso arrivano altri Stati in soccorso. Motivazioni umanitarie? Nemmeno per sogno. Si tratta di economia e giochi di potere. A inizio 2011 la Cina aveva messo le mani su qualcosa come 600 miliardi di debito pubblico europeo.
E nel corso del 2010 il premier cinese Wen Jiabao manifestava perplessità sulla stabilità dei conti USA: ‘Abbiamo prestato capitali enormi agli Stati Uniti, sinceramente siamo preoccupati’.
Per chi è capace di leggere fra le righe questa dichiarazione era uno schiaffo all’autorità degli USA. Nessuno aveva mai osato mettere in dubbio la solidità del Paese più ricco del mondo. Ma Jiabao parlava così potendo contare sull’investimento di 700 miliardi di dollari in BOT USA.
In pratica la Cina sta comprando i debiti europei e americani. E chi controlla il debito di un paese, ne controlla anche la politica.
La Cina si comprerà anche l’Italia? Possibile: già lo scorso settembre secondo il Financial Times i cinesi avevano iniziato a comprare parte del nostro debito.

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